Francesco non è voluto mancare all’appuntamento contro il fanalino di coda Arzanese: sciarpa al collo, ha preso posto sulle gradinate del campo Italia per “ammirare” la sua squadra del cuore. Con un filo di voce, ha provato ad incitare i ragazzi quando l’Arzanese, in maniera assai poco incisiva, cercava il gol del pareggio. Il “drago della malattia” che l’ha colpito, non riesce a spegnere la sua passione rossonera.
Francesco è un nome di fantasia. La storia no. E’ la dimostrazione che un cuore grande può battere anche in realtà piccole. E dietro quei 300 fedelissimi che ogni domenica seguono il Sorrento si nascondono storie che meriterebbero maggiore considerazione in chi, puntualmente, preferisce restare a casa, adducendo motivazioni più o meno blande.

A Sorrento, ritorna Francesco Ripa, il bomber che consentì ai rossoneri di ritrovare la C1. SpiderMan non ha più la maschera e vola al di sotto delle sue reali potenzialità: Ripa-gol è un lusso per la Seconda divisione, uno spreco per la sua carriera. In ogni caso, l’accoglienza che i sorrentini avrebbero voluto offrirgli non va in scena. Il motivo? Ripa non c’è. Dà forfait a poche ore dall’inizio della gara, e non si accomoda nemmeno in panchina. Meglio per noi.

In curva, in compenso, si accomoda il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo. E’ in posizione defilata, in pochi lo riconoscono. Anche perché accompagna Luigi, un amico di tanti, una sorta di mascotte del Sorrento. Per il primo cittadino, si tratta di un gesto nobile, che compie quasi ogni domenica, con assoluta discrezione.

Le squadre scendono in campo e Miranda, l’eroe di Ischia, prende posizione in porta, incassando una buona razione di applausi dai ragazzi della curva Nord.

La partita inizia con qualche minuto di ritardo: c’è da riparare la rete della porta sotto la curva Sud, che il guardialinee ha evidentemente trovato “sfilata”. L’intervento dell’inserviente rossonero riesce: la partita può cominciare!

Il Sorrento parto a razzo: passano appena 60 secondi e Improta corregge in rete un cross basso di Coppola. Palo-rete, e Fiory, altro ex di turno, è battuto.

L’Arzanese non ci sta, ma la manovra degli ospiti è decisamente sterile. Così sterile che, a fine gara, Miranda evita di depositare i guantoni nella cesta della biancheria da lavare.

Il Sorrento contiene e gestisce, senza strafare, ma senza nemmeno rischiare. Al 41’ Maiorino tenta il colpo alla Del Piero, ma la conclusione dal vertice sinistro dell’area, finisce in curva.

Finisce il primo tempo, tra gli applausi dei 400 sostenitori rossoneri.

La ripresa è tutt’altra musica, e lo si capisce quando, nel giro di dieci minuti, Improta, Maiorino e Soudant , da buona posizione, non trovano la strada della rete. Il Sorrento vuole il gol della sicurezza, che trova puntuale al 20’, con il neo entrato Canotto, abile a sfruttare un’ottima difesa della palla di Improta in piena area avversaria, e a spedire la sassata alla destra dell’incolpevole Fiory. Di lì, in poi, è solo accademia.

Il Sorrento gioca sul velluto dalla mezz’ora, quando si infortuna Giacinti (l’Arzanese non può più operare sostituzioni) e Picascia guadagna anzitempo la via degli spogliatoi per doppia ammonizione.

In curva, intanto, si alza il coro: “E lo stadio dov’è?”. Ma il sindaco Cuomo, che siede a qualche metro di distanza dal “quadrato” degli ultrà, non si scompone più di tanto.

In pieno recupero, attimi di paura quando, dagli spogliatoi, il calciatore dell’Arzanese, Ciro Improta, accusa un malore e necessita delle cure dei sanitari. Dalle prime notizie, non dovrebbe essere nulla di preoccupante.

La gara termina dopo 4 minuti di recupero, e il Sorrento guadagna, anche per questa domenica, l’applauso della curva Nord. Osannato mister Chiappino.

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