Fulvio CasconeNeppure la squadra di Chiappino osa fare peggio, i due gol di scarto alla fine dei conti sembrano premiare i padroni di casa da una batosta interna memorabile. A centrocampo pesa la mancanza di fosforo dello squalificato Danucci e delle interdizioni dell’infortunato Esposito, gli ospiti assumono il comando delle operazioni nel settore nevralgico e giostrano a piacimento. Simonelli si presenta alla grande nel terzo rientro in penisola, non ne azzecca una, sia nello schieramento iniziale che in corso d’opera. Le scelte del professore lasciano attoniti, nella formazione di partenza schiera un difensore destro Imparato a sinistra, in evidente disagio su una fascia che non gli compete. In mezzo al campo Margarita funge da regista, ha un inizio incoraggiante ma, a seguito dell’errore che costa la prima rete, perde sicurezza con un imbarazzante calo psicologico. In attacco con Catania fermato dal giudice sportivo le decisioni sono obbligate, Canotto il sostituto naturale, Improta lascia a desiderare come sempre in fase realizzativa, apre varchi ma non vede la porta neanche a togliere il portiere. La solita espulsione complica i piani di riscossa, sanzionata proprio nel momento migliore dei padroni di casa, fa più male quando è, come nel caso specifico, gratuita per doppia ammonizione per proteste. Un giocatore navigato come Pisani, per altro ultimo arrivato, non deve lasciarsi condizionare dai precedenti dei compagni, lo spirito di emulazione è da condannare senza alcuna riserva. L’esordiente Grassadonia trasforma il Messina, a detta dei colleghi siciliani, copre gli spazi e attua il pressing con grande determinazione, le ripartenze risultano mortifere. L’ex Stefano Maiorano merita la palma del migliore in campo, corre, recupera e propone. E’ molto maturato rispetto ai cinque anni trascorsi in penisola, esce tra gli applausi dei sostenitori che non dimenticano il ragazzo di Campagna.

Mai il Messina viola nei dodici precedenti lo stadio Italia, impresa non riuscita neanche alla superba squadra del professor Scoglio e di Totò Schillaci. Scarsa la presenza dei tifosi in curva nord, meno di cinquanta al fischio d’inizio, in contestazione per la decisione di assumere il tecnico. Una trentina i sostenitori provenienti dalla Trinacria, festanti con bandiere sventolate per la prestazione confortante. Un silenzio tombale accompagna l’ingresso delle contendenti, si gioca in un clima surreale. I giallorossi partono subito forte, sembra di assistere a una partita al San Filippo, al 12’ castigano la retroguardia di casa. La parabola di Quintoni su corner trova il colpo di testa vincente di Silvestri. Trascorrono sei minuti e arriva il raddoppio, Margarita perde palla sulla trequarti, Bucolo innesca il contropiede in superiorità numerica, Maiorano serve sulla sinistra Ferreira, il diagonale del portoghese non lascia scampo. Il Sorrento accorcia le distanze al 24’, su angolo di Maiorino la girata di Benci in bello stile si insacca, tutto inutile poiché l’arbitro fischia un precedente fallo in favore dei rossoneri. Sulla conseguente punizione, in pratica un corner corto, Canotto impegna severamente Lagomarsini. Un giro di lancette e Guadalupi sottrae la sfera a Lettieri e confeziona il ribaltamento, l’isolato Chiaria ha il tempo di prendere la mira ma fallisce il tris. Alla mezzora Improta sciupa una ghiotta occasione, al limite tergiversa e quando si decide il tiro è fiacco. Nel finale ancora il numero nove sfiora il palo. Il Sorrento rientra con Musetti al posto di Margarita, chiaro l’intento di Simonelli di garantire una maggiore forza d’urto. Proprio il rientrante attaccante al 53’ procura il rigore su cross di Maiorino, in area Silvestri lo affonda, dal dischetto Maiorino sigla l’ottavo sigillo personale. I rossoneri prendono coraggio e iniziano l’assedio, frustrato al 60’ dalla dabbenaggine di Pisani. Ridotti in dieci perdono smalto e convinzione, nei minuti restanti calciano una sola volta con pericolosità. Il professore di Saviano ne combina un’altra, inserisce il difensore Pantano all’ala sinistra in sostituzione di Improta, con esito che lascio immaginare. Al 74’ la gara chiude i battenti su contropiede orchestrato da Ferreira, Guadalupi prolunga per il solitario Corona entrato dodici minuti prima, il centravanti dal limite calibra un delizioso pallonetto all’incrocio. All’84’ duettano Musetti e Canotto ai sedici metri, il numero undici costringe il portiere agli straordinari. Un minuto dopo Chinellato entra per Canotto. I quindici calci d’angolo a favore contro uno dei peloritani non producono alcuna emozione, per realizzare il gol della bandiera si fa ricorso a un penalty, la sterilità odierna preoccupa non poco. Il successo in Toscana illude anche gli scettici, soltanto sette giorni dopo si riassapora la triste realtà.

Il TABELLINO con i VOTI di Fulvio

SORRENTO (4-4-2): Polizzi 5; Benci 6, Villagatti 5.5, Pisani 4, Imparato 4.5; Canotto 5(dal 40’ s.t. Chinellato s.v.), Lettieri 4.5, Margarita 4.5 (dal 1’s.t. Musetti 6), Coppola 5.5; Improta 5(dal 20’ s.t. Pantano 4), Maiorino 6. A disp: Miranda, Cavallaro, Caldore M. Lalli. All: Simonelli 4

MESSINA (3-5-2): Lagomarsini 6.5; De Bode 5, Ignoffo 6, Silvestri 6; Guerriera 6, Maiorano 7.5 (dal 36’ s.t. Simonetti s.v.), Bucolo 7, Ferreira 6.5, Quintoni 6.5; Guadalupi 7(dal 44’ s.t. Gherardi s.v.), Chiaria 5 (dal 17’ s.t. Corona 7). A disp: Iuliano, Caldore S. Scoponi, Siciliano. All: Grassadonia 7

ARBITRO: Marco Bellotti di Verona 6

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