Dall’alto di un’arroganza disarmante ha spiazzato tutti. “Sine verbis” sicuramente sarebbe stato meglio, evitando del tutto la conferenza stampa perchè comunque c’era ben poco da presentare. Il “professore” dalle parti del Campo Italia è ben conosciuto, ma si è superato. Svogliatezza cronica (nel rispondere alle domande) a parte, avrebbe potuto utilizzare toni distensivi per tranquillizzare l’ambiente e rassicurare tutti, chiedendo il ‘reset’ del passato e promettendo la salvezza col massimo dell’impegno. Nessuno, neanche il più pessimista, si sarebbe aspettato delle dichiarazioni talmente pesanti nei confronti di Sorrento città, intesa come “piazza” sostenitrice dei colori rossoneri.
“Devo essere ringraziato perché ho dato moltissimo al Sorrento. La ‘piazza’ può dire quello che gli pare. Per me è fondamentale che i tifosi sostengano la squadra. Io non devo conquistare nessuno, non m’interessa proprio”. Sono affermazioni che fanno male. Fanno male a tutti coloro che hanno davvero a cuore i colori rossoneri. Fanno male in particolar modo a chi (leggasi Tonino Castellano, affiancato poi da Franco Giglio) ha davvero dato l’anima per riportare questa società nel calcio che conta e, soprattutto, ricreare una realtà e una squadra capace di trasmettere orgoglio, emozioni, entusiasmo a questa terra. Oggi nei confronti del Sorrento si respira soltanto un’aria di disprezzo anche da parte di coloro che, per amore viscerale, non si stancheranno mai di sostenerlo.
Bentornato Gianni Simonelli, bentornato Sossio Perfetto (eh sì ora il Sorrento ha clamorosamente anche un vice-allenatore, cosa aveva fatto di male il povero Chiappino?) e ci aggreghiamo alle preghiere dei tifosi rossoneri: “Che Dio ce la mandi buona”.

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