SERVIZIO A CURA DI MAURIZIO LONGHI

È una delle note liete di questo Sorrento, la sagoma imperiosa di Raoul Lombardo si staglia tra i pali della porta rossonera. Ci sono state partite da dimenticare, ma in giornate in cui tutta la squadra era assente ingiustificata, e altre in cui si è esaltato. Mentre in estate si costruiva la squadra, non c’erano stati dubbi nell’affidare al giovane napoletano il ruolo di guardiano della porta. Finora ha dimostrato di poterci stare benissimo in serie D, garantendo affidabilità e costanza di rendimento, e poi è un ’94 con ancora tanti margini di miglioramento e queste esperienze possono fungere da volano alla sua carriera. Purtroppo, si fa davvero fatica a parlare di rettangolo di gioco dopo tutto ciò che sta succedendo, i tanti addii hanno depotenziato e depauperato una rosa che si ritrova mutilata.Chiediamo al numero uno rossonero come si possa andare avanti e, personalmente, che idea si è fatto di tutto questo marasma: “E’ dura, da fuori è più difficile percepire ciò che si vive all’interno, vi garantisco che non è facile essere liberi mentalmente. Il martedì, quando ci rivediamo per gli allenamenti, raramente si parla di calcio ma solo dei tanti problemi. Mai nessuno è venuto a rassicurarci o ad aggiornarci circa la situazione societaria, viviamo alla giornata. Ho appreso solo dal web dell’addio di tanti giocatori che, vi garantisco, non volevano muoversi da Sorrento ma quando ti rendi conto che non puoi aspettare troppo perché hai una famiglia da mantenere, allora non puoi fare altro che guardarti intorno e andare dove ci sono più garanzie. Avevamo creato un bellissimo gruppo anche grazie al mister, persona eccezionale che, sin da subito, ha preso a cuore le nostre sorti. E poi, nonostante tutti i problemi, non stavamo facendo male, purtroppo, e questa non vuole essere una scusa, con più tranquillità avremmo potuto fare meglio. Chi è rimasto scenderà sempre in campo per tenere alto l’onore del Sorrento, ma siamo nell’incertezza totale

Dopo queste tante epurazioni, c’è il rischio che tutti possano partire, possiamo dare la certezza che Lombardo vestirà la casacca rossonera fino al termine della stagione? “Resterò sicuramente qui ma andrò a parlare con chi di dovere, perché è il mio ultimo anno di under, voglio crescere e migliorare, quindi, come potrei mantenere l’entusiasmo senza una squadra all’altezza con il rischio di subire miriadi di gol in ogni partita? Non ho alcun condizionamento, perché magari chi è rimasto nell’organigramma ha un grande progetto e sta lavorando per rimpiazzare a dovere i partenti, ma non sappiamo niente e perciò vorremmo che fosse fatta chiarezza”.

Anche se è difficile, proviamo a parlare un po’ di calcio. Contro la Frattese abbiamo visto, probabilmente, il più bel Sorrento del campionato. Peccato che, proprio dopo la bella vittoria contro i nerostellati, ci sia stata questa migrazione di tantissimi giocatori verso altri lidi. Ci facciamo raccontare da Lombardo cosa ha spinto la squadra a giocare con una tale intensità per avere ragione di un’avversaria di spessore: “Avevamo il sentore che potesse essere la gara di saluto per qualcuno, ma c’era comunque la consapevolezza di dover onorare una partita importante. Chi aveva ormai deciso di non proseguire l’avventura in rossonera, voleva congedarsi a testa alta. Probabilmente, c’era anche più spensieratezza del solito sapendo di mettersi alle spalle tutti questi mesi di disagi, ed è arrivata la dimostrazione che, con più tranquillità, si era davvero forti. Inoltre, dovevamo dimostrare anche a mister Sosa che non eravamo quelli di Mugnano, l’ultima cosa che vogliamo è quella di deludere il nostro tecnico. Anzi, se noi scendiamo ancora in campo determinati a voler ben figurare, lo facciamo proprio per il nostro mister e per quei tifosi che sono sempre presenti e che non ci fanno mai mancare il loro sostegno”.

Il fatto che tutti i giocatori esaltino mister Sosa prima come uomo e poi come professionista, la dice lunga sulla fiducia che ha attirato verso di sé. Poi, non aver nascosto le lacrime proprio dopo la gara di sabato scorso, è stato un altro gesto di semplicità e spontaneità per reagire ad attimi di grande commozione: “Eh sì, è stato un bel momento, sapevo che per qualcuno era l’ultima partita a Sorrento. E mi dispiace perché avevo legato con tutti, ci eravamo fatti forza da soli, sapere che da lì in poi qualcosa sarebbe cambiato ha suscitato commozione da parte di tutti”.

Sebbene il Sorrento sia stato un po’ altalenante, soprattutto per la discontinuità tra rendimento casalingo ed esterno, Lombardo si è quasi sempre fatto valere tra i pali. È molto giovane e deve ancora crescere, ma pare davvero che stia sulla buona strada per accreditarsi ulteriormente come uno dei portieri di maggiore valore dell’intera categoria: “Posso essere soddisfatto anche perché mi aspettavo di peggio – ride -. Sto bene perché sento la fiducia di tutti, il mister mi tiene in considerazione e la domenica sono motivato a dimostrare il mio valore. Ora mi sento un protagonista, gioco con continuità a differenza dell’anno scorso a Matera quando, sinceramente, pensavo di accumulare più presenze ma è stata comunque una esperienza molto importante in una squadra di vertice e con un progetto ambizioso e vincente. Mi serviva per una maturazione personale e per tornare a Sorrento con un bagaglio esperienziale più ricco”.
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Sono stati e saranno giorni infuocati. Con la riapertura delle liste, lo scenario è in continuo mutamento, il calendario è impietoso: all’orizzonte c’è la trasferta in casa del Torrecuso. Un Sorrento più imberbe che mai va a far visita alla capolista, come si arriverà a questa sfida? “Non ne ho idea, sicuramente saremo quasi tutti giovani. In campo, la presenza degli over fa la differenza, è molto importante anche nei momenti difficili. Noi speriamo di fare una gran partita cercando di non partire battuti, altrimenti è inutile che ci presentiamo. Sarà difficile, però, armati di freschezza e buona volontà potremmo uscire a testa alta dalla trasferta sannita. Non mi piace quando sento che, qualsiasi cosa succederà, sarà grasso che cola. Andare lì da vittime sacrificali è umiliante e a questo non dobbiamo starci, guai a partire già battuti, ripeto che saremo tanti giovani contro una squadra che è prima in classifica. Diciamo che non è detto che un gruppo di giovani si prepari alla resa e non vada alla riscossa”.

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