Quando manca poco più di una settimana dall’inizio ufficiale della stagione di serie D, il Sorrento Calcio è ancora una squadra fantasma. Colpa della grande nube, densa di incognite, che ancora avvolge la società rossonera.
Nonostante le dichiarazioni ufficiali dello scorso 4 agosto, non è stato ancora messo nero su bianco, in nessun modo. A dettare la linea infatti è ancora la stessa proprietà, quella che fa capo all’avvocato D’Angelo, restìo a cedere le proprie quote in assenza delle dovute garanzie e del tornaconto economico. Il pegno sulle quote della srl,  decantato da Turco in conferenza stampa, ancora non risulta registrato alla Camera di Commercio. Risultato: il Sorrento è al lavoro ormai da una settimana ma in maniera “clandestina” poichè, esclusi i ragazzi provenienti dal settore giovanile, per tutti i volti nuovi all’opera in quel di Pimonte non è stato ancora formalizzato alcun tesseramento (notizia confermata dall’ufficio tesseramenti della lega dilettanti). Stesso discorso per l’allenatore Roberto Sosa, che attualmente quindi non potrebbe neanche sedersi in panchina per l’esordio del 24 a Sarno. Si richia una figuraccia a livello nazionale.
In città c’è chi legge questa situazione come il preambolo di un clamoroso colpo di coda dell’avvocato Francesco D’Angelo, pronto a far saltare il tavolo della trattativa ritornando uomo solo al comando. Sarebbe soltanto un’ulteriore puntata di una interminabile telenovela rossonera in cui il calcio giocato ricopre soltanto un ruolo secondario, mentre il nome di Sorrento e del Sorrento continua ad essere disonorato.

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