SERVIZIO  A CURA DI MAURIZIO LONGHI. Il FC Sorrento, anche quando non cade sul campo ma lo fanno cadere fuori, è sempre sul campo che si rialza. Si è conquistato sul rettangolo di gioco l’approdo agli ottavi di coppa Italia superando il Città di Nocera nel doppio confronto, e con pieno merito, ma non potrà proseguire l’avventura. Anche se la giustizia federale ha dato ragione ai molossi, resterà sempre la grande partita di andata e un ritorno stoico dove, con un secondo tempo di reazione e tanta sofferenza, si è riusciti a guadagnare la qualificazione. La notizia dell’estromissione dalla competizione non ha per nulla scalfito né avvilito la truppa di mister Turi abbattutasi, non essa stessa, ma su avversarie quotate come Montesarchio e San Vito Positano, due rivelazioni del girone. I rossoneri hanno rifilato tre gol ai caudini e due ai giallorossi di mister Guarracino.

Il derby di domenica scorsa, giocato al “De Sica”, ha dato ancora una volta dimostrazione, oltre della maturità della squadra, ma anche di come non si dipenda da Scarpa. Quando l’ex Savoia non va in gol, ci pensano i compagni di reparto a farlo, Vitale è un rullo compressore, spaventosamente incisivo il suo inizio di campionato, mentre Gargiulo ormai è una splendida realtà, altro che scommessa. A livello di fascino, il derby con il Positano è stato irresistibile, c’è stato l’incrocio tra le due costiere, quella sorrentina e quella amalfitana, per una Grande Bellezza naturale. Dalla terra delle Sirene ci si è spostati verso la perla della costiera amalfitana, da Sorrento, lì dove il mare luccica, a Positano, dove il mare è sovrastato da tante case colorate arroccate su se stesse per un’opera d’arte animata. Il derby de La Grande Bellezza, se l’è aggiudicato il FC Sorrento, che insegue il sogno di rinverdire i vecchi fasti e il primo passo è volare in serie D. Ogni settimana, la squadra mette un tassello, lavora per migliorare e dimostrare la propria forza sul rettangolo di gioco, nonostante continui tentativi di destabilizzazione da chi si ostina a chiamare il club FC Sant’Agnello. La competizione è il sale dello sport, ma negare un progetto o distorcerne il nome decontestualizzando ogni cosa, allora diventano mosse grette e tendenziose. Sul campo, gli uomini di Turi rispondono alla grande, anche quando aumenta la difficoltà dell’impegno, sintomo che l’impalcatura è solida.

Il Città di Nocera, squadra molto forte e dotata di elementi straordinari per la categoria, nonché principale antagonista del FC Sorrento per la vittoria diretta del girone, sta arrancando in parecchie partite riuscendo a vincere nei minuti finali grazie alla giocata di un singolo. Questo è un dato di fatto e non è detto che sia un segnale negativo, anzi, a volte essere pratici a scapito della spettacolarità può essere un punto a proprio favore. Un po’ come l’Inter in serie A, vince tante partite di misura, soffrendo tanto e piazzando al momento giusto la stoccata vincente, e intanto è prima in classifica. In vetta insieme ai nerazzurri, c’è una Fiorentina che, invece, vince attraverso un gioco spumeggiante, strappa applausi, senza aspettare che un singolo si svegli e sparigli le carte in tavola. Domenica riflettori puntati sul big match tra FC Sorrento e Città di Nocera, che si giocherà al “Campo Italia”, sicuramente una delle due proverà ad allungare sull’altra. In coppa Italia, il campo ha premiato i costieri che poi, come detto, sono stati estromessi dal giudice federale, ora la sfida si ripropone in campionato. Non sarà decisiva perché, dopo mancheranno altre venti partite, un’eternità, ma vincere significherebbe tantissimo per il prosieguo del campionato. Quando si vive su un equilibrio così sottile, gli scontri diretti potranno essere fondamentali.

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