SERVIZIO DI STEFANO SICA

Di Costanzo 6,5. La Frattese, fermata più dai legni e da qualche imprecisione di troppo, non sollecita granché i suoi interventi. Se non nella ripresa, quando il numero uno ex Pomigliano compie un paio di miracoli e si fa trovare pronto anche prima del tap-in di Longo quando Corace gli scalda i guantoni. Molto reattivo.

Gabbiano 6. Prestazione senza sbavature. E’ in ritardo nel fare la diagonale su Celiento (che poi colpirà la traversa) ma svolge il suo compito sulla fascia destra anche con una discreta audacia. Tanto che nella ripresa Pirone, con l’ingresso di Ciampi, lo avanza nel suo 4-2-3-1. L’esterno nerostellato non sempre ha vita facile dalle sue parti.

Raimondo 6. Suo il traversone che per poco non manda in rete Lettieri. Per il resto partita dignitosa, fatta di grande corsa ed attenzione.

Viscido 5,5. In apertura perde una balla in modo abbastanza banale, poi a volte si mostra nervoso concedendosi a qualche fallo di troppo. Apprezzabile comunque il suo taglia e cuci.

(89′ Roberto Esposito SV)

Della Ventura 6. Concentrato quanto basta. Lotta in mediana e non sbaglia praticamente nulla anche in fase di possesso. Nei contrasti ci va senza paura e spesso ne subisce le conseguenze.

Noto 5,5. Quando la Frattese mette qualche palla alta in area, la retroguardia rossonera va spesso in difficoltà facendo fatica a chiudere e mostrando poca cattiveria. Gara senza particolari errori di base ma che non lo fa emergere più di tanto.

Ferrara 6. Discorso simile a quello fatto per Noto, ma l’atleta casertano ha il merito di proporre un salvataggio sulla linea e di far sentire il suo peso in area avversaria sulle palle alte (sua caratteristica principale). Proprio in una situazione su calcio franco, va vicinissimo al sigillo personale.

Schiavone 5. Pirone lo schiera a sinistra ma il gioiellino classe ’95 si nota poco. In avanti fatica a trovare spunti e nella ripresa “strozza” praticamente il pallone del vantaggio regalando la sfera a Vitale sugli sviluppi di un traversone. Farà meglio perché le sue doti le conosciamo bene.

Lettieri 7. Si disimpegna da ala destra (ruolo non suo ma che può interpretare per via della sua spiccata duttilità) e riesce a svolgere mirabilmente le due fasi, attiva e passiva. Dà una sontuosa mano in copertura a Gabbiano e davanti si distingue per un paio di iniziative, e qualche recupero da urlo, che ne denotano smalto e freschezza. Tira in porta e prova persino l’inserimento in area sul traversone di Raimondo, senza riuscire nell’impatto vincente.

(80′ Ciampi SV)

Pasini 4. Sarà che la posizione di trequartista alle spalle di Pignatta lo avrà penalizzato. Ma la sua è una prestazione totalmente da dimenticare. Non è mai lucido e sotto porta riesce a cincischiare più di una volta, anche in beata solitudine. Non a caso Pirone lo sposta a sinistra nella ripresa per poi richiamarlo definitivamente in panchina.

Dal 66′ Elefante 5,5. Prende il posto di Pasini anche tatticamente. Ma per lui è un pomeriggio di anonimato completo, a maggior ragione con un Sorrento che, nella ripresa, abbassa visibilmente il baricentro.

Pignatta 7. Lotta come un forsennato su ogni pallone e i giocatori nerostellati gli riservano spesso un trattamento particolare. In attacco paga solo il fatto di non aver partner adeguati, ma il suo peso la retroguardia di Grimaldi lo avverte, eccome. In ogni caso la sua generosità, anche a digiuno di reti, resta encomiabile.

All. Pirone 6. Il Sorrento visto nel primo tempo, in casa per giunta di un avversario di caratura tecnica e mentale assai superiore, lascia ben sperare. Segno almeno che il suo impatto col gruppo è stato buono. C’è poco da fare quando la Frattese, nella ripresa, decide di alzare i ritmi. Peraltro il trainer avellinese non ha grandi alternative per giocarsela fino in fondo nel face to face con i nerostellati, con l’addio di Lalli, l’infortunio di Majella e il forfait in extremis di Ferraro. Al limite questo match gli dà una indicazione: Pasini, se non piazzato da esterno nel suo modulo, può essere più dannoso che utile.

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