SERVIZIO A CURA DI MAURIZIO LONGHI

È una squadra insidiosissima questo Roccella. E pensare che solo un anno fa militava in Eccellenza, mentre il Sorrento tra i professionisti. Ora si trovano entrambe in quarta serie, ma sulla sponda calabrese c’è entusiasmo e serenità ambientale, in costiera regna la bufera per le vicissitudini che non smettono di finire. La compagine jonica ha avuto il merito di calarsi subito nella nuova realtà, la posizione di classifica è piuttosto dignitosa, ci si è collocati in un punto in cui è lontano il rischio di essere risucchiati nei bassifondi e che, nello stesso tempo, induce a fare qualche pensierino più ambizioso. Certo, pascersi di mere velleità non sarebbe maturo come atteggiamento, ma viene automatico e spontaneo sfruttare il momento positivo. Per addentrarci nella realtà amaranto, cercando di conoscerne dettagli e sfaccettature, contattiamo il gentilissimo Luigi Baldari, firma de Il Garantista e collaboratore di StadioRadio. Gli chiediamo subito che aria si respira da quelle parti dopo un primo scorcio di stagione in cui il Roccella non ha sfigurato affatto: “C’è massima soddisfazione, anche se mancano dei punti che, in alcune partite, non sono arrivati per sfortuna. Penso alla gara interna con il Marcianise, al Roccella andava stretto anche il pareggio e, addirittura, i casertani l’hanno spuntata su un rigore inesistente alla loro prima folata offensiva. Un’altra gara sui generis è stata quella con l’Orlandina, nella ripresa i biancoazzurri conducevano la gara in vantaggio di tre gol ad uno, mentre la reazione amaranto è stata veemente riuscendo a pervenire al pareggio e sfiorando addirittura la rete del 4-3. E’ una squadra che ha cuore, anima, non molla mai che, finora, ha dimostrato di giocare con personalità soprattutto in trasferta dove ha ottenuto tre vittorie, ha impattato sul campo dell’Akragas perdendo solo il derby con il Rende, ma ci può anche stare. Il fatto di andare a vincere fuori e non riuscire ad imporsi in casa, poteva avere ripercussioni sotto il profilo mentale, invece, domenica scorsa è stato sfatato anche questo tabù vincendo nettamente contro la Leonfortese. Quest’ultima è una squadra feroce tra le proprie mura, dove ha avuto la forza di battere tre grandi come Torrecuso, Akragas e Agropoli e che, contro il Roccella, è riuscita a trovare il primo gol in trasferta ma tornandosene a casa senza punti. Chiudendo il ragionamento, dico che al Roccella mancano quei tre-quattro punti in casa che, classifica alla mano, l’avrebbero proiettata a ridosso del podio”. Sottolineato a sufficienza il dato secondo cui questa squadra sia più arrembante in trasferta che in casa, le statistiche dicono che subisce anche parecchi gol (19, solo l’Orlandina ne ha subito uno in più): “E’ vero, però, se andiamo a vedere come sono stati incassati, ci renderemmo conto che più del 50% sono stati errori individuali su palle inattive. Non si è trattato di errori di reparto ma di cali di concentrazione dei singoli, questo è un aspetto su cui bisogna lavorare per rendere ancora più competitivo uno gruppo che si sta facendo valere al suo primo anno in serie D”. Analizzati i dati, da cui sono emerse anche le storture di questa squadra, cui manca la capacità di tenere costantemente alta la soglia di attenzione, andiamo a scoprire quali sono i fattori positivi che hanno reso il Roccella così temibile: “Ciò che salta subito all’occhio di questa squadra è la grande aggressività, il pressing asfissiante dal primo al novantesimo minuto, il fatto che si corra tantissimo. Si cerca anche di sfruttare molto le corsie laterali, un’altra arma che si prova molto sono i tagli in fase offensiva, poi il terzetto nelle retrovie è molto solido e compatto e si avvale della copertura di un play maker come Minici. Se vogliamo fare qualche nome che risalta maggiormente nella rosa amaranto, quello di Minici non può passare inosservato. Stiamo parlando di uno che ha vinto il campionato Berretti con la Juventus, che è stato eletto miglior centrocampista nella Primavera dello Spezia. L’anno scorso è stato tra i protagonisti della promozione del Roccella, peraltro è anche un pupillo del tecnico Galati. Poi c’è da menzionare il difensore Coluccio, capocannoniere della squadra con cinque gol. Il fatto che sia un elemento della retroguardia ad aver segnato il maggior numero di reti finora, non mi sorprende, in quanto un’altra caratteristica del Roccella è quella di portare al gol quasi tutti i giocatori. Tra quelli più rappresentativi, è giusto citare anche il centrocampista Domenico Franco, lo scorso anno in forza al Messina ma la cui stagione è stata condizionata da un brutto infortunio. È un calabrese di Castrovillari, è ritornato nella sua regione ma contro il Sorrento non ci sarà perché deve scontare un altro turno di squalifica. Come non ci sarà il difensore Cassaro, squalificato per somma di ammonizioni e che, molto probabilmente, sarà sostituto da Pastore. Per il resto dovrebbe essere tutto confermato nel 3-5-2 di Galati il quale, però, ci ha abituato a mischiare le carte, quindi, tutto può succedere. La coppia d’attacco dovrebbe essere formata da Dorato e Ortolini, ma potrebbe esserci una chance per Carbone”. Siccome è un girone particolare, in cui ogni domenica possono registrarsi colpi di scena e risultati clamorosi, il Roccella preferisce mantenere un profilo basso limitandosi a parlare solo di salvezza? “Sì, considerando che i costi sono sempre limitati, l’obiettivo è quello di salvarsi quanto prima e di mantenere la categoria. Tra l’altro, è il primo anno di D dal 1935 e il Roccella rappresenta in quarta seria tutta la costa jonica, una responsabilità in più. In questo girone, ci sono cinque squadre calabresi ma solo il Roccella è in rappresentanza dell’area della Locride”. Dal collega calabrese ci facciamo dire anche cosa si aspetta da questa partita, dove il Sorrento è chiamato ad una reazione rabbiosa dopo essere caduto malamente in casa dell’ultima in classifica: “Prevedo un X-2 – si sbilancia Baldari – il Roccella avrà la motivazione di cercare il terzo risultato utile consecutivo, mentre finora ci si è fermati a due. La prospettiva di allungare la striscia positiva è sicuramente un ulteriore incentivo per provare ad essere corsari anche a Sorrento, approfittando magari degli stenti della compagine rossonera”.

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