“Rancore? Nessuno. Onestamente, sapevo che andavo ad imbarcarmi su un bastimento che faceva acqua da tutte le parti, e che quindi poteva affondare da un momento all’altro”. Lo stile non lo perde nemmeno da ex: il presidente Paolo Durante, “numero uno” della dirigenza rossonera nel doppio salto all’indietro dalla Lega pro ai Dilettanti, si tira fuori dal gioco al massacro che ha investito la società e l’ambiente rossonero dallo scorsa estate. “Quando entrai nel Sorrento – spiega Durante – assunsi consapevolmente onori, in realtà pochi, e gli oneri. Quindi sono pronto a pagarne le eventuali conseguenze”.

Lei dice conseguenze, ma si legge fideiussione.

“Sì hanno svincolato la fideiussione relativamente alla scorsa stagione, eccetto la parte di garanzia bancaria del sottoscritto. Ma lo ripeto: sapevo a cosa andavo incontro. Quindi, aspetto gli ulteriori sviluppi, non andando alla ricerca del responsabile. Tutt’al più potrei prendermela con me stesso”.

Torniamo alla maledetta stagione dell’anno scorso. Ci sono stati diversi “distinguo”. Vero è che la vittoria ha tanti padri e la sconfitta è orfana, ma lei era comunque presidente…

“Ho già detto che mi assumo la mia quota di responsabilità, e penso che personalmente non mi sto sottraendo alle relative conseguenze. Nel bene e nel male… una volta così si diceva. Però una precisazione va fatta”.

Prego.

“Sull’aspetto tecnico non ho mai messo bocca. Da presidente ero ovviamente a conoscenza degli sviluppi tecnici, ma non ho interferito. Una sola volta chiesi rassicurazioni al Direttore sportivo sulla bontà dell’organico e sulla eventuale capacità di raggiungere l’obiettivo della salvezza. Mi fu risposto che la squadra poteva addirittura competere per un sesto/settimo posto in Prima divisione, ovvero in una categoria superiore”.

Sicuro che non ha mai interferito sul mercato?

“Sono sicuro. Una volta chiesi ai nostri consulenti di mercato la fattibilità di prendere Francesco Ripa. Lo sconsigliarono, sotto il profilo tecnico mi offrirono solo feedback negativi. Ripa ci ha riportato tra i prof e poi, per uno strano scherzo del destino, ci ha spediti nei dilettanti. E oggi fa la fortuna della Juve Stabia. Sa perché non ho mai interferito in aspetti tecnici?”

No, perché?

“Per due motivi. Il primo è legato al mio amico Franco Ronzi (ex co-presidente, ndr) che, qualche anno prima, venne praticamente massacrato, a volte anche pretestuosamente, per aver suggerito l’ingaggio di Gennarino Ruotolo. Quella scelta, giusta o sbagliata, diede il via libera ad una serie di polemiche sproporzionate al contesto, determinando una eccessiva eco di presunte ingerenze. Una eco utilizzata poi strumentalmente per dare l’impressione di interferenze protratte nel tempo. Le interferenze sono sinonimo di cattiva gestione, e l’ingaggio di Ruotolo non era sicuramente indirizzato a fare male, o a non voler raggiungere deliberatamente l’obiettivo. Fu una scelta comunque condivisa con gli operatori di mercato e i riferimenti dell’epoca. Tra questi anche Spinelli, patron del Livorno, cui avevamo rapporti privilegiati. Basti pensare a Paulinho o allo stesso Galabinov, attaccante della nazionale bulgara, “prestati” al Sorrento e non ad altre società…”.

Paolo Durante e Antonino Siniscalchi

Paolo Durante e Antonino Siniscalchi

E qual è il secondo motivo?

“Una volta Moggi disse: i peggiori dirigenti, sono i dirigenti-tifosi. Aveva ragione. Per questo, ho cercato di limitarmi ad offrire un supporto logistico, morale, economico. Se ho sbagliato, me ne assumo le responsabilità. Non c’è nessun problema”.

Segue il Sorrento attuale?

“Lo seguo da lontano. Sono sempre un tifoso rossonero”.

Oggi tornerebbe nel calcio?

“Sì, tornerei. Per la mia terra sono disponibile. Ma non in questo contesto, e con queste persone”.

E con chi?

“Con il presidente Gianluigi Aponte, mi imbarcherei sicuramente in un’altra avventura”.

Giuseppe Damiano

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