In altre realtà, sicuramente avremmo assistito ad una degenerazione verbale e a momenti di ingiustificata tensione. Ma qui siamo a Sorrento, contesto dove la civiltà è la regola (e deve sempre esserlo!) e i tesserati sentono talmente poco la “pressione” dell’ambiente da sentirsi liberi, in troppe circostanze, di mancare di rispetto ai propri tifosi.

In ogni caso, ieri sera, al rientro dalla nefasta trasferta di Frattamaggiore, la squadra rossonera ha trovato ad attenderla un gruppo di tifosi. Inferociti sì, per l’agghiacciante prestazione offerta contro l’Arzanese, in una partita che avrebbe dovuto valere una stagione, e, invece, ha di fatto concluso un biennio calcistico iniziato male e finito peggio.

La squadra, priva del proprio allenatore (che evidentemente non è rientrato in costiera), è scesa da un autobus a noleggio (il consueto bus sociale non è stato adoperato, mistero sulle motivazioni…) ed è stata sottoposta ad una contestazione assolutamente civile.

I tifosi hanno invitato i giocatori presenti a non scendere in campo domenica prossima, preferendogli una squadra giovanile, magari composta da ragazzi della costiera. Qualche giocatore (Catania su tutti)  si è scusato, altri hanno semplicemente incassato.

Buona dose di contestazione anche per Diodato Scala, unica espressione della società presente al momento del ritorno a via Califano. L’albergatore sorrentino è socio di minoranza del club costiero (3% di quote). L’altro restante 97% è detenuto dall’avvocato nocerino Francesco D’Angelo, già amministratore unico nella gestione Gambardella.

Commenti

commenti