SERVIZIO A CURA DI MAURIZIO LONGHI. Era temuta la prima in casa. Non si sapeva come avrebbe reagito la tifoseria al debutto casalingo del nuovo Sorrento, invece, anche se con sempre meno fedelissimi, c’è stata comunque la voglia di sostenere i colori rossoneri. Già, i colori, quelli che contano veramente, quelli per cui vale la pena sotterrare l’ascia di guerra e depotenziare i fucili. Vale la pena anche per questi ragazzi che cercano di onorare la maglia dando l’anima in campo. Infatti, a fine partita, c’è stato l’applauso di tutti i presenti all’indirizzo dei giocatori che hanno lottato fino all’ultimo disputando una grande prestazione, nonostante alcune macchie che analizzeremo. C’è tanta voglia di fare bene, prima di entrare in campo, sulla bacheca, erano state affisse delle frasi di incoraggiamento, perché anche le parole, se sono quelle giuste e al momento giusto, possono fare la differenza.

Non c’era il clima delle grandi occasioni, ormai sono anni che si registrano pochissime presenze in Via Califano, erano quasi più rumorosi quei dieci tifosi del Rende, giunti in costiera con tamburi e con corde vocali ben allenate. Ma sono stati gelati dopo una manciata di secondi grazie al gol di Caraccio il quale, non sarà un bomber, ma è encomiabile per l’impegno e per lo spirito con cui scende in campo. La rete è maturata grazie ad una discesa imperiosa sulla sinistra di Roberto Esposito che ha messo anche una bella palla in mezzo su cui si è tuffato Vitale senza arrivarci, in qualche modo è stato servito Caraccio che, con una girata veloce di sinistro, ha battuto Mancino. Dal boato giunto dalla Tribuna si era capito come fosse importante segnare per dissipare la tensione. C’è da dire che il Rende, pur colpito a freddo, non si è scomposto industriandosi subito per insidiare la retroguardia rossonera. La quale retroguardia si è fatta trovare più volte impreparata, per Ferraro è stata davvero dura cercare di tenere a bada lo scatenato Zangaro. L’esterno calabrese è stato una autentica spina nel fianco per l’intera difesa su cui, comunque, si stagliava l’autorevolezza di Garbini. Da applausi la prestazione dell’argentino, sempre preciso negli interventi, grintoso al punto giusto e vero esperto della categoria. Ottime anche alcune risposte di Lombardo quando è stato chiamato in causa. Poi, nella ripresa, ci ha pensato il solito Zangaro ad infilarsi tra le maglie rossonere e a siglare il gol del pari proprio sotto i pochi, ma rumorosi, tifosi giunti da Rende. Il pari non ha inaridito i costieri che, seppur timidamente, hanno ripreso a fare gioco, un bel gioco, fatto di ottimi fraseggi, ma con poca produzione da gol. A sparigliare le carte ci ha pensato ancora una volta l’ispirato Roberto Esposito, guadagnatosi il penalty con Vitale che, incaricatosi della battuta, non ha perdonato. Grande gioia da parte del capitano lasciatosi andare ad una esultanza liberatoria. L’ex Turris, rimasto un po’ in ombra fino a quel momento, si è come scrollato di dosso tutti gli impacci e ha iniziato a sfoderare numeri di alta scuola. Superlativa la giocata che l’ha portato a centrare una traversa che avrebbe meritato miglior sorte, poi in altre occasioni si è reso pericoloso sfoggiando ciò di cui è capace. Benché non sia deflagrante, è stato comunque l’attacco a confezionare questa vittoria visto che sono andati a rete Caraccio e Vitale, il tandem offensivo.

Gli uomini di mister Sosa, dopo il secondo vantaggio, sono stati bravi a saper soffrire conducendo in porto una gara davvero importante. Bene anche Maio che, schierato in campo al posto dell’esausto Caraccio, ha lottato su ogni palla facendo salire la squadra e tenendo bene palla. In mediana, c’è Iuliano che ormai ha assunto compiti di regia, mentre Alison è tutto cuore e polmoni. Il Sorrento c’è, si sapeva che prima o poi i tre punti sarebbero arrivati e, infatti, così è stato. C’è anche qualcosa da rivedere, ci deve essere ancora più imprevedibilità in attacco e la difesa è andata più volte in ambasce nonostante, tutto sommato, sia riuscita a tenere botta. Da queste prime apparizioni è emerso un Sorrento che vuole arrivare ai risultati tramite il gioco e con un calcio propositivo, saranno anche le battute iniziali, ma finora non si è mai vista una squadra tutta arroccata in difesa. Non si sa se sia positivo o meno questo dato dal momento che, in queste categorie, si pensa più a disinnescare gli avversari, con mezzi anche rusticani, per poi beffarli con il giusto cinismo. Ora ci sono altri giorni per perfezionare i meccanismi difensivi e conferire ulteriore brio alla fase offensiva, poi incomberà la trasferta di Agropoli sperando di essere corsari in terra cilentana.

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