Sconforto. Era il sentimento che, al triplice fischio di Sorrento-Castel Rigone, provavano tutti coloro che hanno a cuore le sorti dei rossoneri. Doveva essere la gara del rilancio, quella che avrebbe dissipato i fantasmi insediatisi da tempo in qualche angolo di Via Califano ammantando l’aria di una coltre sinistra. Invece, è arrivato un altro tonfo interno, poi lo si può chiamare anche flop, passo falso, scivolone, la sostanza resta la stessa: su questa squadra incombe lo spettro del dilettantismo. Con la sconfitta contro la compagine umbra la situazione è precipitata, difficile, anzi impossibile fornire una visione edulcorata di ciò che sta accadendo. Indorare la pillola è letteralmente impossibile, neanche l’arrivo di Simonelli ha portato con sé speranze di palingenesi.

CHE DISASTRO! – L’abbiamo appena scritto, è impossibile minimizzare, questa squadra è allo sbando, sull’orlo del baratro. È assurdo il dato delle sette sconfitte casalinghe su nove, peraltro uno dei due successi in casa è stato ottenuto contro una Arzanese agonizzante. Come si può essere ottimisti in una cornice del genere? Una squadra dal simile score interno come può parlare di permanenza in categoria e non essere sbertucciata? E siamo stufi di sentire le solite tiritere standardizzate del tipo “non sappiamo che ci succede in casa, ci mettiamo tanto impegno ma ci penalizzano gli episodi, gli avversari sfruttano il nostro minimo errore”. Se qualcuno fosse intenzionato ad ammannirci queste banalità, sarebbe il caso di evitare per non dare la sensazione di voler prendere per i fondelli qualcuno. Su questo va dato atto a mister Simonelli che, pur non essendo riuscito a scuotere la squadra, almeno non vuole parlare di calcoli e classifiche, ma solo di battere il prossimo avversario (impresa titanica). E pensare che tutti dipingevano come sciagurata l’annata dello scorso anno, ma almeno in quei quattro mesi prima di Natale, al “Campo Italia” avevano rischiato di capitolare squadre come Perugia e Frosinone, che ora si contendono la promozione diretta in serie B (momenti che a Sorrento sembrano lontani di millenni). E non erano quelli i giocatori poco motivati, rimasti solo per lo stipendio e con molti venuti solo a svernare? E che dovremmo dire di questi, allora? Che sono totalmente inadeguati?

MERCATO – Siccome, almeno sotto il profilo dell’impegno, non ce la sentiamo di demonizzare coloro che scendono in campo, però, qualche appunto per quanto riguarda la qualità e la personalità è il caso di muoverlo. Ed essendo ormai oggettive le perplessità circa il temperamento e la qualità di alcuni elementi, non resta che intervenire con forza e decisione sul mercato. Mister Simonelli l’ha detto a chiare lettere, se non arrivano i giocatori giusti, si fa dura. Lascerebbe il tempo che trova un concorso di colpa su chi ha allestito quest’organico, ciò che conta è che arrivino a vestire la maglia rossonera giocatori all’altezza della situazione. Che non si lascino condizionare dagli scarsi risultati in casa, che non abbiano paura di mettere piede in campo anche se il momento è delicato, in poche parole serve carattere, temperamento, grinta, caparbietà, orgoglio. E poi si fa sempre più lapalissiana la necessità di avere un animale d’area di rigore, uno che la butti dentro, eppure l’epopea rossonera ha avuto come alfieri i vari Giulio Russo, Ripa, Paulinho, Ginestra. Non si può andare avanti con uno come Improta che la porta non la vede proprio, un Chinellato ancora acerbo e un Musetti in uno stato di perenne convalescenza. Ma è tanto quello che serve, anche la mediana ha bisogno di essere ritoccata, forse con qualcuno di maggiore esperienza rispetto ai vari Coppola, Lettieri, Lalli, Margarita. Deve finire questa situazione che vede il Sorrento ridotto ad un corpo inerme in cui inoculare sostanze permeabili ad ogni male, c’è davvero poco da salvare, poco da stare ottimisti, c’è una generale pochezza. Prenderne atto e rimediare sarebbe una scelta saggia e gradita, anche perché neanche il più astuto illusionista riuscirebbe a dissimulare questo scenario deprimente.

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