E luce fu. Per un pomeriggio, ma la luce deve essere continua, costante, deve illuminare un cammino fino all’obiettivo. Finora, qualche bagliore c’è stato, ma sempre effimero, poi buio e grigiore si sono ripresi la scena. Erano in pochi a credere in un Sorrento corsaro a Chieti, soprattutto dopo che non era riuscito a prevalere in casa sul Gavorrano, invece, è arrivato un colpo preziosissimo. Ma i costieri ci hanno abituati a questi “sbalzi”, con molti sbandamenti che non sono stati seguiti da adeguate reazioni. È stato un po’ il leit motiv della stagione, ci si trova nei bassifondi perché, per troppe volte, è stato imboccato il tunnel della crisi. E, quando sembrava intravvedersi qualche spiraglio di luce, una coltre di buio fagocitava tutto. Ad un passo avanti ne seguivano tre indietro. Quest’andazzo ha indisposto i tifosi a tal punto da indurli a disertare lo stadio avendo dovuto ingoiare bocconi amarissimi senza vedere dei giocatori pronti a lottare.

GLI UOMINI MIGLIORI – Non è un caso che, allo stadio “Angelini”, a firmare i gol vittoria siano stati Villagatti e Coppola, tra i pochi giocatori a salvarsi anche quando era difficilissimo ravvisare qualche salvabile. Il primo, si è sempre contraddistinto per serietà, professionalità e attaccamento alla maglia, assumendo anche i gradi di leader del pacchetto arretrato, mentre il secondo non ha mai lesinato impegno, abnegazione e volontà di andare oltre i propri limiti. Sono stati loro due a portare il Sorrento sul doppio vantaggio dopo 17′ di gioco, è proprio vero quando, nei momenti più critici, sono i migliori a venire fuori. L’ha fatto tante volte Maiorino, stavolta è toccato a loro. Come se fosse stato un premio per un rendimento mai colato a picco, qualche flessione c’è stata, come è fisiologico, ma sono stati tra i pochi a strappare quasi sempre la sufficienza. Su di loro, i due tecnici avvicendatisi sulla panchina rossonera, si sono sempre potuti affidare a occhi chiusi, sapendo che avrebbero trovato due professionisti disposti a mettersi al servizio della squadra. Se il difensore fiorentino sta confermando le ottime referenze su di lui che, tra l’altro, può vantare una ricca carriera, l’ex Portogruaro sta dimostrando che, con generosità e umiltà, si può diventare importanti per una squadra.

COMMENTI CAUSTICI – Da Chieti, ci sono arrivate parole al vetriolo nei confronti degli uomini di De Patre. Definiti mercenari e senza orgoglio, gli viene imputato il fatto di essere stati impalpabili per tutta la gara salvo iniziare a giocare a tre minuti dalla fine. Tanta amarezza tra i teatini per il terzo ko consecutivo che mette a repentaglio una permanenza in categoria che sembrava a buon punto. Questo ci permette anche di tracciare un quadro della sfida, con un Chieti imbarazzante per tutta la gara mostrando dei rigurgiti d’orgoglio solo ai titoli di coda, quando era ormai troppo tardi per evitare un altro tonfo.

FINALMENTE I GOL – Bisogna ripartire anche da questo. Finora, da quando Simonelli si è insediato sulla panchina rossonera, solo al debutto, nella vittoria con il Tuttocuoio, si era andati più di una volta in gol. Poi nelle altre dodici partite, mai più di un centro, con la squadra che denunciava tanta fatica a produrre occasioni. Ora si spera che sia stata invertita anche questa tendenza, perché è importante avere un peso maggiore in fase offensiva, i giocatori ci sono, e poi è stato importante aver vinto senza che Maiorino sia entrato nel tabellino. Il tarantino, con le sue gemme, ha firmato tante vittorie, è stato lui a reggere l’attacco e ad avere compiti di finalizzazione, mentre a Chieti sono andati a bersaglio gli altri due che reggono i rispettivi reparti. Villagatti, Coppola, Maiorino, difficile non scegliere loro alla domanda su chi abbia mostrato più garanzie in campo, ora ci aspettiamo un grande rush finale soprattutto da gente dall’esperienza di Danucci, D’Anna, Catania, Musetti, Innocenti e altri ancora.

QUANTI PUNTI SPRECATI – Vedendo come è corta la classifica, con gli spareggi che distano tre lunghezze, aumenta il rammarico per i punti gettati al vento. Pesano anche i due non conquistati una settimana fa in casa contro il Gavorrano, giunto in costiera con una condizione psicologica davvero labile. Ma tante sono le partite dall’amaro epilogo, le sconfitte nei derby casalinghi con Aversa e Ischia, con i normanni in netta crisi d’identità e con gli isolani a cui è stata spianata la strada da dissennatezze da oratorio. Ora, dopo la trasferta di Teramo da cui bisogna cercare di uscire con un risultato positivo, c’è bisogno di non steccare più in casa. Quante volte l’abbiamo detto? Speriamo che le nostre non restino solo parole, il confine tra realtà e illusione è molto sottile…

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