Fulvio CasconeSconcerto, amarezza, quasi rassegnazione emerge dall’ennesima sconfitta offerta con le solite lacune: espulsioni, rigori, errori sotto porta. Catania non è la prima volta che lascia i compagni in dieci, Coulibaly è impresentabile con un primo tempo da censura, si riscatta parzialmente nella ripresa. Il pubblico di casa si accorge ben presto della pochezza del difensore, e invita ripetutamente a gran voce di puntare il colored. L’inesorabile legge del calcio decide nel finale il risultato, gol sbagliato gol subito, e il Sorrento mestamente resta con le pive nel sacco. Eppure la squadra si esprime a buon livello, una ottima prestazione diventa, però, un penoso dèjà vu. Ribatte colpo su colpo, soffre ma non molla la presa, morde le caviglie dell’avversario. Polizzi si esalta tra i pali, le dolenti note giungono dalla difesa in cui Villagatti cerca di chiudere tutte le falle. A centrocampo Danucci giganteggia, rovina una prova magistrale con l’errore nel finale, Lettieri randella di brutto con grande autorità. In avanti Canotto e Maiorino creano sconquassi. Le pecche derivano dalle rapide ripartenze dei dauni, in particolare dagli esterni offensivi giungono cross a ripetizione, per fortuna il bomber Giglio è squalificato, con un Coulibaly del genere sarebbe andato a nozze. Insomma un Sorrento piacevole e lineare, nessuna colpa si può imputare a Chiappino, perde soltanto per gli errori dei singoli.

L’elenco degli infortunati è corposo: Benci, Esposito, Musetti, Pantano. La formazione non prevede centravanti di ruolo, Chinellato e Improta sono in panchina, a centro del tridente gioca Canotto e fa un figurone, rientrano Caldore e Lettieri dal turno di squalifica.
Il centrocampo diretto da Danucci crea subito grattacapi all’ex Agnelli e compagni, il Foggia utilizza i lanci lunghi dalle retrovie di D’Angelo a scavalcare la perfetta disposizione tattica. Il primo acuto dello scatenato Canotto è vincente, una punizione dei satanelli si trasforma al 18’ in un micidiale contropiede, il numero nove parte dalla propria metà campo e supera in velocità Sciannamè, la conclusione trova la respinta di Narciso proprio sui piedi di Canotto che serve il solitario Maiorino per un gol facile facile. Il pari dopo sette minuti, sugli sviluppi di una punizione Coulibaly affossa in area Zizzari, dal dischetto Cavallaro trasforma, l’arbitro fa ripetere e il numero dieci realizza ancora. La partita entusiasma, le occasioni abbondano, mi limito alle principali. Al 33’ Danucci serve Maiorino al limite, il tiro lento non crea difficoltà, sul capovolgimento lancio di Agnelli per Venitucci, il destro costringe Polizzi ad accartocciarsi. Al 40’ Imparato sbaglia il rilancio ai sedici metri, con Polizzi fuori dai pali Zizzari tenta il pallonetto ma calcia tra le mani del portiere. Sessanta secondi e Polizzi si complica la vita in un disimpegno, per fortuna gli riesce un tunnel a centro area su Cavallaro. Al 42’ Coulibaly non ha il passo di Cavallaro che lo dribbla, il tiro a fil di palo sembra vincente ma Polizzi è miracoloso nello smanacciare in angolo.

Nell’intervallo si accendono i riflettori sul rettangolo e in tribuna stampa. La sostituzione auspicata di Coulibaly non avviene e al 52’ a difesa schierata male Quinto di testa raddoppia. Due giri di lancette e un’altra mazzata colpisce il Sorrento, su una punizione a favore dal limite mentre si prepara la barriera l’arbitro estrae il rosso a Catania. In conferenza stampa Chiappino dichiara che il siciliano rivolge una frase a un avversario. Neppure sessanta secondi e una punizione a giro di Maiorino sfiora il montante per il pari immediato. Pronta la risposta dei padroni di casa, su cross di Cavallaro l’isolato Venitucci in spaccata non fa i conti con i prodigi di Polizzi. Al 65’ il capolavoro di Canotto in contropiede, servito d’esterno da Maiorino con una finta sconcerta D’Angelo che lo stende in area, ineccepibile il rigore con relativa espulsione, dal dischetto di forza Maiorino pareggia. Chiappino al 74’ manda in campo Saudant al posto di un esausto Canotto, spina nel fianco con le sue accelerazioni. Un minuto per un ficcante ribaltamento orchestrato da Danucci per l’accorrente Imparato, il tiro in corsa sfiora il legno. All’82’ Chiappino toglie Coulibaly per Cavallaro. Al minuto 85 il patatrac nel contropiede del Sorrento, due contro uno, Danucci sulla linea dei sedici metri sbaglia il passaggio elementare per Maiorino, sul rovesciamento Cavallaro mette in area e Venitucci chiude i conti. Le proteste di Chinellato dalla panchina gli costano il rosso, rivolge al collaboratore la frase: “è fuorigioco di tre metri”. In pochi istanti dal possibile 2-3 si passa ad un impietoso 3-2. La rabbia deriva dal perdere per propri demeriti e non per meriti altrui.

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