SERVIZIO A CURA DI MAURIZIO LONGHI. Acque agitate in Maremma. La resa dei minerari, potremmo dire. Perché il Gavorrano, prossimo avversario del Sorrento, è da tempo impantanato in fondo alla classifica, un fanalino di coda che ormai vede spegnersi sempre di più le speranze di mantenere la categoria. Il “de profundis” a tutte le velleità è stato recitato proprio una settimana fa con il blitz del Martina Franca al “Malservisi” dopo che la squadra toscana, attingendo a tutte le risorse di cuore e orgoglio, aveva dato segnali di riscossa, ma rivelatisi tardivi. Per sapere tutti i dettagli del cammino di questo Gavorrano abbiamo contatto Lorenzo Falconi, collega de IlGiunco.net – Il quotidiano on line della Maremma – che, conoscendo a menadito tutta la situazione, ci ha resi edotti da cima a fondo. Partiamo subito chiedendogli che aria si respira dalle sue parti: “La situazione è disperata anche se la società era preparata ad un tipo di campionato così difficile. Poi la pesantissima sconfitta subita in casa solo una settimana fa contro il Martina Franca, ha incenerito le velleità di una possibile rimonta. Era uno spareggio ed è stato steccato, perché in casa era migliorato il rendimento, si veniva da due successi contro l’Arzanese e l’Aprilia e il pari di Lamezia, quindi, la partita contro la compagine jonica assumeva una importanza vitale ma è arrivata una sconfitta che ha vanificato i progressi che si erano registrati. E c’è da ammettere che il ko è stato anche meritato, la squadra ha fornito una pessima prestazione e ora c’è un inevitabile senso di scoramento. Perché poi un conto è giocare bene e non vincere, un altro è sbagliare completamente partita proprio in quella più delicata della stagione”. In vista della gara del “Campo Italia”, nelle file del Gavorrano ci saranno novità anche per quanto riguarda la figura del tecnico: “A Sorrento non ci sarà l’allenatore Masi ma il suo vice poi, dopo la gara, è probabile che la società pubblichi una nota ufficiale in cui solleva il tecnico dall’incarico. Ormai è un esonero imminente a cui manca solo l’annuncio, poi la squadra sarà affidata all’allenatore della Beretti, Marco Cacitti. Anche questo, implicitamente, rende l’idea di come non si creda più alla salvezza perché si opta per una soluzione interna quando non si ritene il caso di guardarsi intorno, anche se mister Cacitti dà ampie garanzie a livello di qualità e professionalità essendo secondo in classifica con i suoi ragazzi. Penso sempre allo scorso anno quando, per sostituire Buso fu chiamato Orrico, tecnico di una certa esperienza, ora è stata fatta una scelta diversa che fa capire come ci senta ormai al capolinea del campionato”. Ma come è cambiata questa squadra con l’avvicendamento tra Cioffi e Masi?  “Allora quest’ultimo ha reso la squadra più quadrata e ha tentato di risolvere il problema realizzativo, non riuscendoci del tutto. Addirittura nelle prime 20 giornata, per ben 13 volte non si è andati in rete. Un dato più che allarmante certificato dalle statistiche che indicano come il Gavorrano sia il peggior attacco del girone. Sono tanti anche gli 0-0 collezionati, segno di una buona fase difensiva anche grazie al filtro del centrocampo, ma una inquietante sterilità in attacco con pochissima produzione. Poi ci sono state anche alcune scelte discutibili in sede di campagna acquisti perché la società è stata attenta al bilancio, e questa è una cosa saggia, ma si è deciso di puntare sulla linea verde e si sa che, quando si affidano a tanti giovani mansioni di responsabilità, è sempre una scommessa che puoi vincere o perdere. E, in tal senso, il Gavorrano non è stato molto fortunato. Per quanto riguarda la differenza tra i due tecnici, Cioffi ha avuto un approccio troppo professionistico, quasi maniacale e la squadra, ad un certo punto, non l’ha seguito più, mentre Masi ha portato esperienza e la sua conoscenza della categoria”. Anche gli innesti di gennaio non sono riusciti a far fare il salto di qualità alla rosa: “Sono arrivati due attaccanti affidabili come Zizzari e Malatesta con quest’ultimo che, però, si è infortunato subito. Poi a centrocampo è arrivato Matteo Caciagli che cerca di dare un po’ di qualità e geometrie alla mediana. Mentre è partito Falomi, un attaccante di categoria superiore che doveva garantire un certo numero di reti ma che ha fallito nella sua esperienza maremmana”. Il gentile collega ci ha parlato di un Gavorrano dotato di un buon pacchetto arretrato ma con troppe lacune in attacco. Scontato chiedergli i punti forti e quelli vulnerabili dei minerari, ma ci concentriamo sugli elementi che hanno garantito maggiore affidabilità e quelli che non hanno reso secondo le aspettative, non prima di una precisazione: “E’ sbagliato buttare la croce addosso agli attaccanti perché, quando una squadra non segna, non è solo colpa dei giocatori ma di tutto il complesso che non mette in condizione i giocatori di andare a rete. Un po’ come quando si ha una difesa perforabile, non è detto che sia un problema di interpreti, ma di una fase difensiva a cui partecipano poco giocatori di altri reparti. Il Gavorrano si è ritrovato con un attacco spuntato perché un giocatore come Falomi, su cui erano stato riposte grandi aspettative, non è riuscito a tenere un rendimento all’altezza. Il punto di forza, invece, è una difesa che è stata retta da un grande portiere come Forte e da un difensore centrale di spessore come Sirignano, la cui assenza per quasi tre mesi si è sentita tantissimo coincidendo, tra l’altro, con la parabola discendente dell’intera squadra”. Che partita dovremmo aspettarci domenica? Il Sorrento cosa deve temere di questa squadra? Il preparatissimo collega si sbilancia anche sul risultato: “Il fatto che non ci siano pressioni a livello mentale può configurarsi come un’arma per il Gavorrano, mentre il Sorrento ne avrà sicuramente di più. Ma se, come credo, incideranno le motivazioni, allora i costieri riusciranno a prevalere. Da parte dei maremmani si avrà un approccio un po’ più spensierato e questo, paradossalmente, può aiutare la squadra ad esprimersi meglio. Purtroppo la gara fondamentale è stata sbagliata, si sperava di agganciare il Martina Franca, invece, sono stati loro ad allungare e su quella fiammella di speranza è caduta una doccia gelata”.

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