SERVIZIO A CURA DI MAURIZIO LONGHI. Il Sorrento a casa della capolista. Non si sa quanto la squadra costiera sia galvanizzata dal blitz di Chieti e quanta convinzione ci sia di poter fare risultato sul campo dei primi della classe. Il Teramo condivide la leadership del girone insieme alla Casertana, con le due squadre affrontatesi la scorsa settimana nella città della Reggia in una gara terminata a reti bianche. Il team abruzzese ha mantenuto un rendimento altissimo sin dalle prime giornate di campionato. E molti non lo indicavano tra i pretendenti per sedersi al “tavolo delle grandi”. Per fare un po’ il punto sulla situazione dei biancorossi, abbiamo contattato Federico Carboni, dirigente sportivo teramano, lui che si è concesso ai nostri microfoni con la disponibilità e la competenza che lo contraddistinguono.

LOGO TERAMOCi interessa sapere che Teramo è stato finora, quello impostosi all’attenzione di tutti fino a ghermire la vetta ma con l’ultimo periodo caratterizzato da alti e bassi: “Diciamo che dopo aver condotto un grande campionato, ci sta un calo fisiologico, era nelle previsioni ed ha riguardato tutte le altre squadre. Bisogna ammettere che mister Vivarini ha portato avanti un lavoro eccellente, si temeva un appannamento nella seconda parte del campionato, come succede solitamente alle sue squadre, ma che non c’è stato, forse, anche il fatto di aver messo tanto fieno in cascina già al termine del girone d’andata, ha reso più libera la mente dei giocatori. Domenica è stato conquistato un punto importantissimo a Caserta, e ora si aspetta la matematica certezza della permanenza in categoria”. Questione di aritmetica, ma ormai il Teramo è già in Lega Pro, non si sa se anche con la mente, e il rischio c’è: “Ora si pensa ad allestire un organico competitivo per la prossima stagione. Dove, probabilmente, il Teramo sarà collocato nel girone meridionale e, si sa, che è quello più difficile. Ci saranno squadre che, ad onta della crisi che comunque incide, costruiranno corazzate per puntare in alto, e cambieranno anche gli ingaggi dei giocatori. In Prima Divisione se ne trovano molti che guadagnano dagli 80mila euro a salire, per quanto riguarda il Teramo sono sicuro che il direttore sportivo continuerà a fare un ottimo lavoro garantendo al mister una linea verde piuttosto affidabile. Si dovranno fare le scelte giuste, certo sarà impensabile disputare un campionato tranquillo con una rosa imbottita di giovani, qualche elemento di esperienza ci dovrà pur essere, ma confido nella bontà del lavoro che sarà portato avanti dal diesse. Si parla anche di una collaborazione con il Brescia, dal cui vivaio si potranno attingere forze interessanti. Staremo a vedere”. La cavalcata è stata imperiosa, la domanda verte sulla curiosità di sapere se c’è stato un momento in cui si percepiva un forte vento a soffiare in poppa ad una barca spedita verso i grandi orizzonti e qual è stata, e se c’è stata soprattutto, una fase che ha generato ambasce: “Il meglio è stato fatto da inizio campionato fino a metà girone d’andata, quando si è lanciato il vero messaggio a tutti i tifosi. Lì ci si è aggiudicati quasi il 50% della posta in palio poi, tra fine gennaio e inizio febbraio, sono stati persi dei punti per strada ma senza che si gridasse all’allarme, era una flessione prevista. Mentre anche a dicembre c’è stato un breve periodo di stasi, ma la squadra è riuscita a ritrovare slancio battendo il Cosenza”. Nei primi mesi, l’attacco dei biancorossi annoverava anche un giocatore come Bernardo che, non più tardi di un anno fa, indossava la casacca rossonera. Chiediamo a Federico Carboni come mai la sua parentesi a Teramo sia stata così effimera, e anche il motivo di un’altra cessione eccellente come quella di Ferrani: “Ritengo che la società, valutando anche la posizione di classifica, abbia ritenuto di intervenire in altri reparti piuttosto che in attacco. La scelta di mandare via Bernardo è giustificabile perché non ha avuto come conseguenza una regressione della squadra, qualcuno all’interno della società ha preferito privarsi di un giocatore che, sempre secondo figure dirigenziali, non avrebbe reso in rapporto alle aspettative. Le scelte effettuate nella campagna di riparazione sono state anche sfortunate dal momento che, un giocatore come Ligorio, terzino sinistro proveniente dall’Aquila, si è subito infortunato. Mentre mi è dispiaciuto l’addio di un roccioso difensore come Ferrani, approdato ad Alessandria. La ritengo una scelta intelligente per il momento, ma sbagliata per il futuro perché, spendendo qualcosa in più adesso, lo si poteva blindare per i prossimi anni garantendo una certa solidità al pacchetto arretrato”. Questa squadra ha convinto da subito, ma chi sono i giocatori che meriterebbero una palma speciale? “Il perno principale di questa squadra è sempre Dimas, un giocatore che con una mossa ti risolve le partite. Poi i giovani hanno fatto le fortune del Teramo. Penso sempre all’esterno alto Di Paolantonio, sulla cui crescita credo che anche Vivarini abbia dei meriti. Tra i due è come se si fosse creata subito una sintonia e il giocatore è stato messo nelle condizioni ideali per esprimere tutto il suo potenziale. Mentre lo scorso anno ha avuto delle frizioni con Cappellacci ed, essendo, l’attuale tecnico del Cosenza, uno molto attento all’aspetto disciplinare, non gli ha dato molto spazio. Sta di fatto che ora è appetito da diversi club di categoria superiore. Un altro giocatore in perenne crescita è il terzino sinistro Scipioni, andato in gol nel derby con il Chieti ed è uno dal rendimento sempre alto. Entrambi, tra l’altro, sono teramani .Una menzione di stima la merita anche il portiere Serraiocco, una vera sicurezza tra i pali”. Ma il Sorrento ha qualche speranza di uscire con un risultato positivo dal “Bonolis”? Si affronteranno due squadre dagli obiettivi diversi: gli uomini di Vivarini, per una questione di prestigio, giocano per restare in vetta, mentre i costieri si giocano la salvezza. Cosa potrà succedere? “Considerato che il Sorrento appare in crescita e può puntare ancora agli spareggi, prevedo una partita aperta. Certo, sulla carta, è una gara che non dovrebbe avere storia, ma anche il Melfi sembrava non avere speranza, invece, è stato addirittura corsaro a Teramo. Se poi guardiamo agli ultimi risultati un po’ altalenanti della squadra, non si sa che scenario si possa profilare”.

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