SERVIZIO DI STEFANO SICA

 

Frena ancora in trasferta il FC Sorrento che, al Comunale di Brusciano, impatta con la Mariglianese 3-3 consentendo al Città di Nocera, vittorioso 2-0 al “San Francesco” con la US Scafatese, di scalare a -2. Ma sulla gara pesa l’arbitraggio del romano Mattera, autore di topiche colossali che hanno finito per orientarne i destini. Al di là degli errori di concentrazione dei rossoneri che si ripetono ciclicamente fuori dalle mura amiche e che stanno costando punti e stabilità. Nel Sorrento, squalificato Scarpa, c’è Del Sorbo dal primo minuto al centro dell’attacco, supportato da Vitale a sinistra e Gargiulo a destra. Nel 4-3-3 di Giovanni Ferraro, in regia ci va Serrapica e non Maisto, tenuto in panchina. De Rosa e Temponi gli fanno da scudo in mediana con la linea difensiva composta, davanti a Russo, da Sozio, Arpino, Scognamiglio e De Gregorio. Dall’altro lato, mister Papa si piazza in maniera speculare gettando subito nella mischia il nuovo acquisto Romano come prima punta.

L’impatto rossonero col match è positivo e sorprende i padroni di casa: Gargiulo si invola sulla destra e serve un bel pallone al centro che Vitale impatta col piattone spedendo alto. Il fantasista di Ferraro reclama senza neanche troppa veemenza un angolo e viene ammonito per proteste. Pronti, via, e già si vede la “mano” di Mattera, che poi diventerà pesante e decisiva nella ripresa. La Mariglianese risponde con una apertura a destra di Ambrosino per Loreto, che manda altissimo. Poi solo Sorrento: un colpo di testa di Gargiulo giunge debolmente tra le mani di Varone, quindi arriva il vantaggio con una inzuccata chirurgica di Del Sorbo che gonfia la rete capitalizzando al massimo un ottimo traversone di Temponi dalla sinistra (23′). Un altro bolide dell’attaccante ex Cavese viene respinto non senza difficoltà dal numero uno biancazzurro, quindi Romano scalda i riflessi di Valentino Russo con una sassata da distanza ravvicinata. Non ci sono altri spunti degni di nota e i rossoneri vanno al riposo meritatamente in vantaggio.

La ripresa, però, si apre col rosso a Del Sorbo (doppia ammonizione), “reo” di un fallo di mani. Anche se, in realtà, il gesto sembra solo la conseguenza di un errato controllo della sfera e non di un tentativo di ingannare il direttore di gara. Al 56′ i costieri hanno la possibilità di mettere in ghiaccio la partita: Temponi viene strattonato visibilmente in area di rigore e Mattera è troppo vicino per non concedere la massima punizione: dal dischetto trasforma Vitale. A quel punto la Mariglianese, meno spregiudicata nel primo tempo, inizia a crescere a vista d’occhio e va vicina alla marcatura con una fiondata di Sacco ben respinta prima da Russo e, in seconda battuta, da Scognamiglio. Sull’angolo susseguente, Falco riceve palla ma la spedisce alle stelle. I rossoneri rispondono subito con una spizzata di Gargiulo che trova Vitale, diagonale che non inquadra la porta di un soffio. Ma la Mariglianese è già da un po’ più viva e intraprendente e coglie il meritato gol con Romano al 66′: un disimpegno sciagurato di Sozio mette il neo-biancazzurro nelle condizioni di battere a rete da distanza siderale e di beffare Russo. E’ un eurogol da applausi. Due conclusioni di Vitale vengono parate da Varone (sulla prima, confezionata al volo, era stato pregevole l’assist di De Rosa) poi, quando siamo al 71′, arriva il pari: Loreto scarica dalla destra un pallone al centro che Romano, praticamente indisturbato, appoggia di testa alle spalle di Russo con una semplicità quasi disarmante. Per lui è un esordio da favola, da raccontare a figli e nipoti. Il risultato, fino a questo momento, è tutto sommato giusto perché premia cuore e carattere dei biancazzurri. E punisce un Sorrento che da parecchio tempo ha spento la luce, come a Palma, pago colpevolmente di un vantaggio effimero. Tra l’altro molte sortite mariglianesi partono dalla fascia destra, dove un Loreto di categoria superiore (prestazione fenomenale quella dell’ex Vico) non trova ostacoli sulla propria corsia rendendo inefficace la copertura di De Gregorio e i raddoppi di Temponi. Ma i veri colpi di scena devono ancora venire: Antignani, subentrato al 60′ a Sacco tra i padroni di casa, spara alto un bel piattone, prima che De Gregorio trovi il jolly con una fucilata da fuori area che lascia Varone inebetito (77′). Da due minuti, peraltro, Terminiello aveva rilevato Vitale.

Sorrento avanti e, a quel punto, l’incubo sembra passato. Sicurezza fatale perché, da questo momento, inizia il Mattera show. In sostanza passa un minuto da quando gli ospiti hanno messo la freccia che il direttore di gara romano espelle incredibilmente Russo per una presunta bestemmia proferita in campo, con l’azione che si sta svolgendo in una zona di campo ben distante. Sorrento in 9 e punizione a due in area. Ma è qui che avviene l’inverosimile, tra sceneggiata e surrealtà: Andres batte il calcio franco, la barriera sorrentina si immola, come spesso succede in casi simili, e Mattera concede tra lo stupore generale il penalty per un mani di Temponi che, ammesso che ci sia, non può essere mai volontario. Distanza ravvicinata (un metro circa) e braccia attaccate al corpo ne sono la dimostrazione plastica. Nulla da fare perché Mattera è inflessibile ed espelle persino Temponi per chiara occasione da gol. Si perdono cinque minuti tra l’espulsione di Russo e la battuta di Falco, che beffa per il 3-3 risolutivo il giovane pipelet Zurino (classe ’99), subentrato a Gargiulo (corre il minuto 83). Nel mezzo le proteste infinite e disperate di molti atleti rossoneri e un clima che si fa compresibilmente incandescente tra i tifosi costieri presenti in tribuna. Anche perché le decisioni stralunate di Mattera sono solo l’ultimo atto di una direzione di gara in cui, mentre alla Mariglianese veniva consentito di metterla impunemente in corrida da un punto di vista fisico e verbale, ai rossoneri non era perdonato praticamente nulla. Sotto la gestione dei cartellini e dell’uniformità nelle scelte tecniche (condizione, quest’ultima, che viene insegnata dagli istruttori persino agli aspiranti arbitri in attesa di sostenere esame). A 7′ dalla fine, in triplice inferiorità numerica, al Sorrento non resta che chiudersi sperando di strappare il punticino. Ma la sofferenza è abnorme e non potrebbe essere altrimenti. La Mariglianese ci crede e preme senza soluzione di continuità, cingendo d’assedio gli ospiti. Il tiro velenoso di Antignani finisce la sua corsa a lato, poi De Biase (che aveva dato il cambio a Volpe al 55′) incorna con convizione un pallone che Zurino para con grande freddezza, quindi lo stesso Antignani si divora due volte il match-ball: una sua sforbiciata fa la barba al palo, infine una botta a colpo sicuro finisce alta dopo un batti e ribatti in area rossonera per cuori forti.

Finisce così, con la sensazione tanto inquietante quanto realistica che, con qualche altro minuto a disposizione, la Mariglianese avrebbe portato l’intera posta in palio a casa. Per il Sorrento una gara che deve far riflettere, intanto, sui soliti rilassamenti mentali che, col prosieguo del campionato, diventeranno sempre meno accettabili per una squadra che ambisce al salto diretto in D. Ma l’indicazione è anche un’altra, ancora più allarmante: nessuno regalerà nulla alla corazzata di Ferraro e bisognerà fare i conti contro avversari affamati, senza poter peraltro escludere errori ed orrori arbitrali in grado di deformare il cammino dei rossoneri. Un campanello d’allarme che chiama in causa giocatori e società. Si dice in genere che il miglior arbitro è quello che non si nota. Mattera, invece, si è notato. Tanto e negativamente.

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