SERVIZIO A CURA DI MAURIZIO LONGHI.  Sarà una partita molto importante quella tra Sorrento e Akragas. Da una parte i costieri non vogliono interrompere così presto il buon momento dopo il poker inflitto al Due Torri, dall’altra gli agrigentini hanno piena fiducia che, con Feola in panchina, le cose miglioreranno. Nel Sorrento ci sarà capitan Vitale che affronterà il suo passato più recente e che non vede l’ora di riabbracciare i suoi ex compagni, nelle file biancoazzurre De Angelis e Terminiello torneranno da avversari nel posto in cui sono cresciuti, mentre Catania che non sarà della partita per squalifica. Il Pampa Sosa si ritroverà da avversario un giocatore come Davide Baiocco che ha la sua stessa età, inoltre, i giganti non possono permettersi neanche un altro mezzo passo falso. Sono tanti gli ingredienti per assistere ad un match interessante, sulla carta l’Akragas ha qualcosa in più ma il Sorrento ha dimostrato che, quando tutti sono tonici, le avversarie possono essere addirittura annientate. Comunque, andiamo a conoscere meglio la principale candidata alla vittoria del campionato, lo facciamo chiedendo lumi a Domenico Vecchio, firma di AgrigentoOggi, da cui ci facciamo dire, in primis, come mai la squadra è incappata in diverse battute d’arresto: “Dal mio punto di vista, era un problema tecnico che ha reso necessario il cambio di allenatore. Serviva una scossa ma soprattutto un allenatore di grande personalità per gestire un gruppo come quello dell’Akragas. Betta non ha dimostrato di avere polso e personalità, con Feola sicuramente le cose cambieranno. Il tecnico di Somma Vesuviana corrisponde proprio all’identikit che serviva, anche se non ha la bacchetta magica per fare i miracoli e va tenuto conto che si troverà a lavorare con un organico non assemblato da lui. Ripeto, però, che in una piazza come Agrigento serve un tecnico che dia garanzie, non una scommessa, e poi Feola è anche un bravo comunicatore e, dalla sua, ha un curriculum di tutto rispetto, sa come si vincono i campionati”. Ma come mai l’ormai ex tecnico proprio non è riuscito a fare breccia nell’ambiente agrigentino e perché, il solo cambio di guida tecnica, potrebbe rappresentare l’antidoto giusto? “E’ già ritornato l’entusiasmo iniziale, tra Feola e gli agrigentini è già scattato un feeling, perciò, ritengo sia quello giusto per una piazza così. L’Akragas ha in organico tanti giocatori di personalità ed esperienza, per gestirli serviva un allenatore che può reggerne il confronto. Per fare delle scelte forti e anche impopolari, c’è bisogno di spalle larghe e sicurezza, ormai anche la società aveva capito di non poter più andare avanti senza un timoniere con determinate caratteristiche. I giocatori non lo ammetteranno mai, diranno sempre che le responsabilità sono di tutti, be’ in effetti è così, loro non ne sono esenti, però, sono certo che ora le cose cambieranno”. Ma, oltre ad un allenatore poco consono alla piazza, ci deve essere anche qualcos’altro a non essere andato nel verso giusto: “Hanno inciso le troppe prove sottotono di alcuni giocatori, penso ad un leader come Arena, ci si aspetta sicuramente di più da uno come lui. C’è Meloni, arrivato come il grande colpo di mercato, ma che praticamente non abbiamo ancora visto. Lo stesso Catania, lo scorso anno a Sorrento e giunto con grandi referenze, ha stentato non tanto a livello individuale ma faticando insieme al collettivo”.

Ora è arrivato il momento di conoscere meglio le sfumature di quest’Akragas e come potrebbe presentarsi a Sorrento. Mister Feola ha già avuto modo di testare i giocatori nella partita di coppa Italia giocata in settimana contro il Due Torri e vinta per due reti ad una. Il nuovo tecnico si è già fatto un’idea, ma al caro collega chiediamo chi, tra tutti i nomi di alto profilo della rosa biancoazzurra, è chiamato ad essere più trascinatore degli altri e quali uomini Feola sceglierà da contrapporre ai rossoneri, alla luce anche delle defezioni: “Sono tanti i giocatori più rappresentativi di questa squadra, forse i numeri dieci sono quelli che spiccano di più e, per questo, non si può non citare Arena. È l’elemento che conferisce estro e fantasia alla squadra ma anche quello da cui il pubblico si aspetta sempre di più. Poi Baiocco, giocatore dal passato importante anche in massima serie, è un generoso e corre più degli under, ha sposato con grande professionalità il progetto biancoazzurro. Ci sarebbe anche Bonaffini, che nella sua carriera ha giocato per anni in categorie superiori e che, in questa stagione, deve mettersi alle spalle il lungo infortunio dello scorso campionato. La squadra, comunque, dovrebbe giocare con un 4-2-4, modulo a trazione anteriore. In porta Lo Monaco, in difesa i centrali dovrebbero essere Astarita e uno tra Vindigni e Chiavaro, e anche ai lati sono in tre a giocarsi la maglia tra De Angelis, De Rossi e Dentice. Il duo in mediana sarà formato da Baiocco e Risolo, mentre la linea offensiva dovrebbe prevedere Bonaffini largo a destra e Assenzio a sinistra, con il tandem formato da Arena e Meloni a completare il quadro”. Da queste prime sette giornate di campionato, è emerso questo dell’Akragas: “Il reparto più affidabile è la difesa ma lo dicono i numeri. Inoltre, prevede anche un’abbondanza di nomi da cui il tecnico deve scegliere ogni volta chi schierare in campo dal primo minuto. Ma ciò che è emerso finora è il grande affiatamento del pacchetto arretrato, perforato solo tre volte insieme al Torrecuso. È l’attacco, invece, che evidenzia delle carenze, serve più cattiveria, si è segnato poco, soprattutto in casa dove sono serviti i calci piazzati. La squadra non è riuscita a finalizzare quanto prodotto”. Con il collega siculo parliamo anche di quello che si potrà registrare in campo domenica pomeriggio tra due squadre che, pur con ambizioni diverse, intendono mettersi in mostra: “Sarà una partita difficilissima per l’Akragas, anche a detta di mister Feola che ha definito un campo trappola quello di Sorrento. E poi, affrontare la favorita per vincere il campionato, aumenta le motivazioni degli avversari che la aspettano al varco per tenderle lo sgambetto. Poi anche le assenze di Catania e Savanarola potranno avere un peso, se ci aggiungiamo la voglia del Sorrento di dare continuità alla vittoria contro il Due Torri, allora davvero si presenta tutt’altro che agevole questo primo impegno in campionato per il nuovo tecnico”. Infine, facciamo anche un punto sul girone e ne viene fuori una riproposizione dello scorso anno, per la serie: cambiano i contesti ma non gli interpreti: “Non mi aspettavo l’exploit del Torrecuso che, a tutti gli effetti, è da considerare un terzo candidato per la vittoria del girone. Bisogna comunque vedere se riuscirà a tenere questo rendimento per tutto il campionato. Tutto sommato, c’è equilibrio con risultati poco scontati, basta vedere ciò che sta facendo la neopromossa Leonfortese, in quanti la immaginavano così in alto? Ritengo che si sia aperta una nuova fase, è come se si ricominciasse daccapo e, inoltre, con l’approdo di Rigoli all’Agropoli, si ripropone con Feola il dualismo che ha caratterizzato la lotta al vertice dello scorso anno con uno al timone del Savoia e l’altro proprio dell’Akragas. Credo che saranno queste due squadre a contendersi il campionato, a meno che il Torrecuso non continui con questo ritmo”.

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