SERVIZIO A CURA DI MAURIZIO LONGHI. Scarpa al Sorrento! Sembra di essere ritornati veramente a più di quaranta anni fa, quando uno Scarpa, Ferdinando precisamente, fece faville dalle parti della costiera da essere indicato come tra i più forti, se non il più forte, giocatore ad aver indossato la maglia rossonera. Chi ha vissuto quei tempi, ne parla in termini favolistici, tante le sue perle, le sue prodezze, come il gol di tacco in casa della Salernitana o il doppio palo colpito contro il Napoli, nell’impresa del San Paolo, con un certo Zoff ormai impotente. A distanza di anni e anni, un altro Scarpa, Francesco il suo nome, giocherà a Sorrento, uno dotato di grande carisma e in grado di vincere quasi da solo le partite. Diciamo subito che, a livello romantico, il solo pensiero che uno Scarpa tornerà a giocare con la maglia del Sorrento, è un tuffo al cuore per i nostalgici, per quelli che rimpiangono quei tempi in cui l’amore per i colori rossoneri era totale. Adesso, invece, soprattutto dopo gli ultimi anni in cui sulla storia del Sorrento è stata gettata un’onta infamante, solo questo nuovo corso targato Giglio sta riportando un po’ di entusiasmo. L’anno scorso è stata tesa una trappola meschina a tutti i sorrentini, avevano fatto credere che avrebbero reso Sorrento una grande realtà del calcio campano, che avrebbero creato un settore giovanile florido e invidiabile, che professori romani erano disposti a finanziare denari freschi per il riscatto della piazza. Niente di tutto questo, false promesse, fuggi-fuggi continuo, avvicendamenti alla presidenza e nell’organigramma, una pantomima irriguardosa durata un anno culminato, tanto per scrivere il finale del romanzo criminale, con una retrocessione subita in casa. Ingiustificabile. Ora sembra tutto cambiato, una nuova primavera si apre su un Sorrento che intende rinascere, disintossicarsi dagli ultimi anni di umiliazioni e ritornare ad essere protagonista. Il colpo Scarpa è di quelli che infiammano una piazza, è vero che l’età si fa sentire (36 anni) ma, non più tardi di un anno fa, lo stabiese ha dimostrato di potersi ancora imporre in Lega Pro. Dieci gol segnati con la maglia del Savoia in un anno in cui, a Torre Annunziata, è successo di tutto fino ad arrivare al fallimento. Scarpa è uno di quelli che, quando abbraccia un progetto, lo fa con tutto il cuore, così come ha fatto in terra oplontina. È sceso di categoria fino a diventare il capitano e il leader della squadra allenata da Feola nonché l’idolo della tifoseria. 24 i gol messi a segno da lui, in ogni partita giganteggiava da par suo fino a far prendere il largo al Savoia che, oltre alla stella del suo capitano, poteva contare su altri top player della categoria come Meloni, Tiscione e altri ancora. Il professionismo, quindi, l’ha salutato solo per un anno ma sapeva di poterlo riconquistare sul campo e l’ha fatto da vero protagonista perché è meglio partire dal basso sapendo di poter risalire che restare in alto nella mediocrità, senz’arte né parte. E, dopo il grande campionato di D, per il Savoia sono iniziati i guai e i dieci gol di Scarpa, in un clima di smantellamento totale, non sono serviti per evitare il tracollo di una situazione che già faceva preludere al flop. Ora Francesco Scarpa è un giocatore dell’FC Sorrento e, dopo essere stato ad un passo dal firmare con l’Ischia, il fatto che ora sia in costiera testimonia la bontà del nuovo progetto. Bando alle false promesse, qui si fa veramente sul serio, si riparte da uno che, quando ha sposato una causa, si è issato in alto e i nuovi compagni di reparto sono di un livello sicuramente superiore all’Eccellenza: Ciccio Vitale, proprio nei mesi disputati a Sorrento lo scorso anno, ha dimostrato di essere un top per la D e ora ritorna con lo slancio di chi vuole ripartire, lo stesso dicasi per Gennaro Fragiello, i due sono reduci dalla retrocessione con l’Arzanese, un epilogo ormai già scritto dopo il girone di andata. Sta nascendo una squadra superlativa, segno che non si vuole perdere tempo, la sensazione è che a Sorrento si possano rivivere le scene di entusiasmo di quegli anni d’oro di cui si era persa ogni traccia. L’arrivo di Scarpa è sicuramente un colpo roboante, uno come lui è il vero valore aggiunto e poi, da queste parti, si scrive Scarpa ma si legge storia e chissà che anche Francesco non faccia il Ferdinando, quello entrato di diritto nel cuore dei tifosi sorrentini. Al “nuovo” Scarpa non mancano carisma ed esperienza, ora servono solo i gol per vincere e sognare. Ci sono cognomi che resteranno a vita legati ad un territorio e che, solo pronunciandoli, si rivivono i vecchi fasti nella speranza di rinverdirli.

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