SERVIZIO A CURA DI MAURIZIO LONGHI

Facciamo un giochino: proviamo ad immaginare come stia procedendo la settimana dei giocatori del Sorrento dopo la vittoria con la Battipagliese. Partiamo già dal tardo pomeriggio di domenica scorsa, con i giocatori che abbandonavano il campo soddisfatti per essersi impegnati allo spasimo pur di ottenere i tre punti, sebbene i tanti disagi non li rendano tranquilli mentalmente. Per la prima volta, oltre a mister Sosa, si è presentato anche un giocatore in sala stampa, l’ha fatto Caraccio, il match winner del derby. Dopo aver colloquiato con i giornalisti presenti, era così felice da concedersi una passeggiata con la fidanzata e godersi un mite pomeriggio di inizio novembre per le strade della terra delle Sirene. Possiamo immaginare anche la soddisfazione di Garbini che, ad onta dello sfogo di qualche giorno prima, il mister ha voluto che scendesse in campo con la fascia di capitano, in assenza di Vitale. E il difensore argentino, pur non negando le difficoltà di andare avanti con tutti questi problemi, si era professato sicuro che la squadra avrebbe vinto e, a maggior ragione da capitano, non poteva permettersi di non mantenere la promessa. Ecco come è maturata la vittoria contro la Battipagliese, dalla netta convinzione di potercela fare e dalla volontà di allontanare le maldicenze solo con i risultati. Perché se n’erano dette tante dopo la sconfitta con l’Akragas, il post-gara aveva lasciato spazio alle insinuazioni, tant’è che ai giocatori non andava giù il fatto di diventare il bersaglio di alcuni pseudo-tifosi pur giocando solamente per la gloria. Ecco perché si era pensato che la risposta migliore sarebbe stata quella di aggiudicarsi il derby, muovere la classifica e farsi apprezzare per l’impegno profuso. In effetti, l’applauso della curva, a fine gara, è stato la dimostrazione che c’è chi apprezza lo stoicismo di questi ragazzi. Al rientro negli spogliatoi, quindi, c’erano volti distesi, tipici di chi sa di aver compiuto il proprio dovere e intende godersi la soddisfazione fino al giorno dopo senza pensare ad altro. Perché, in alcuni casi, bisogna solo avere la coscienza pulita, del resto per chiedere bisogna prima dare. Proviamo ad immaginare quei giocatori giovanissimi che, pur non potendo andare a mangiare una pizza con la propria fidanzata, sperano comunque di renderla orgogliosa lavorando con amore e passione, tanto non può andare sempre così. Proviamo ad immaginare anche quei giovani che vengono da altre realtà d’Italia che, magari, dopo la vittoria hanno telefonato ai propri parenti esternando tutta la loro gioia e, chissà, irritandosi anche alla richiesta di lumi sulla situazione societaria perché, a volte, è meglio non pensarci. Proviamo ad immaginare i giocatori più esperti, quelli con tanti anni di carriera alle spalle, che si sono costruiti una famiglia e fanno fatica a mantenerla, con i disagi che si ripercuotono sullo stato d’animo di mogli e figli e, quasi quasi, si sentono loro i responsabili. Immaginiamo, però, che il lunedì, il day after, sia stato affrontato con ottimismo e sorrisi sulle labbra, perché una vittoria ha il potere di caricarti indipendentemente se il tuo portafogli sia sostanzioso o meno. Martedì si è ripreso a lavorare, ci si è riuniti di nuovo tutti, immaginando i veterani a tenere tutti sulla corda perché una vittoria procura piacere ma poi bisogna pensare subito alla successiva. Che si avvicina sempre di più, oggi è giovedì, la trasferta di Noto si fa imminente. Ci si chiede come si andrà, ma i giocatori non possono interessarsi anche a questo, si parla tanto del rispetto dei ruoli, quindi, ad altri spetta il compito di preparare un approdo in Sicilia quanto più sereno possibile, a Vitale e compagni spetta quello di ritornare a casa con i tre punti.

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