SERVIZIO DI STEFANO SICA

Aspettando il match interno del Città di Nocera (ospite il Valdiano), il FC Sorrento si riprende la vetta solitaria a quota 19 punti. Abbattuta la US Scafatese 3-1 nell’anticipo di sabato disputato al “28 Settembre 1943”. In rete per i rossoneri Gargiulo al 27′, Vitale al 63′ e Scarpa al 77′. Gol dei canarini di Maione al 72′. 4-3-3 per i costieri di mister Turi, che manda in porta Russo e compone la linea difensiva col quartetto di sempre: Vanin, Arpino, Scognamiglio e De Gregorio. A centrocampo c’è Esposito in regia (Maisto ancora ai box dopo la lussazione alla spalla rimediata nelle prime battute della gara con l’Ebolitana), supportato da De Rosa a destra e Temponi a sinistra. In avanti Gargiulo e Vitale hanno in Scarpa il partner pronto a partire da dietro o a svariare su tutto il fronte offensivo. I rossoneri non sono belli e si vede. La squadra è lunga, i reparti sono troppo staccati tra di loro e la manovra ne risente in efficacia e profondità. Così il primo sussulto lo generano gli azzurri col rigore che dopo pochi minuti si procura Della Femina con un fendente intercettato ingenuamente col braccio da Scognamiglio. Penalty solare che Del Grande fallisce tirando praticamente tra le braccia di Russo. La Scafatese mantiene però il pallino del gioco pur senza pungere. La manovra del Sorrento è tuttavia sterile e non produce nulla di concreto. Il dialogo tra gli attaccanti vacilla anche perché il centrocampo fatica ad accompagnare l’azione e, soprattutto, sulle fasce non c’è spinta con Vanin e De Gregorio. Poi, quando non è scoccata ancora la mezz’ora, il coniglio dal cilindro lo tira fuori sempre lui, Ciccio Vitale. L’ex Arzanese si inventa una verticalizzazione da sballo per Gargiulo che, solo davanti a Gallo, non fallisce. Sembra di rivedere quasi il duetto di Nocera Inferiore con la scudisciata risolutiva dell’atleta massese che aveva portato i costieri agli ottavi di finale di Coppa campana. Per il Sorrento, comunque, è il primo vero risveglio dopo una fase anonima. Vitale, peraltro, si ritaglia il merito di stringere i denti dopo una leggera distorsione al ginocchio rimediata in un piccolo assolo in area canarina quando la partita non era iniziata da tanto. Quindi ci prova subito Scarpa ma Gallo è attento, poi è Vanin a servire Gargiulo che da destra indirizza un bel pallone a Vitale che si gira ma conclude a lato alla destra del pipelet scafatese. Il vantaggio, insomma, è un balsamo per i rossoneri che acquisiscono fiducia e scioltezza e in campo lo dimostrano. Ma negli ultimi 10 minuti, la Scafatese si sveglia, come un pugile che sta incassando troppo e non ci sta ad una resa prematura. Della Femina pesca con un lancio chirurgico Maione che in solitudine batte Russo ma per il secondo assistente, lo stabiese Cesarano, è fuorigioco. Sempre Maione prova la bordata ma spedisce alto prima che una conclusione di Maio non inquadri lo specchio della porta. Quindi tocca al terzino sinistro di Amarante, Ferrauto, giovanissimo classe ’97 scuola Puteolana 1909, sfornare una sgroppata sulla propria corsia di competenza e servire un bel pallone rasoterra che Della Femina manda sul fondo alla destra di Russo. In pratica la Scafatese è generosa, magari meriterebbe anche il pari ma non ha il guizzo giusto, mentre una combinazione Scarpa-Vitale manda l’ex Arzanese al tiro: palla che si spegne a lato. Nella ripresa i canarini sembrano più timidi, mentre il Sorrento prova ad affondare il colpo. De Rosa chiama Gallo ad una bella parata, poi Vitale sciupa una ripartenza bruciante coi rossoneri in evidente superiorità numerica (assist sballato verso Gargiulo e Scarpa liberissimi in area azzurra). Ma è lo stesso Vitale a farsi perdonare qualche attimo dopo realizzando una punizione dai 16 metri col pallone che va a sbattere sul primo palo prima di insaccarsi sul lato opposto. Gioiello da libretto degli assegni e Sorrento in paradiso. Vitale corre così ad esultare sotto la Tribuna dove c’è la mamma che riceve un bacio a distanza emblematico: quella perla è per lei e la dedica commuove tutti. Turi a quel punto fa rientrare in panchina proprio il suo numero 9 per la meritata standing ovation. Entra Serrapica e il modulo cambia diventando un 4-4-2 con Temponi a sinistra, Esposito a destra e Gargiulo a far legna con Scarpa in avanti. Eppure gli ospiti riprendono i loro ritmi soporiferi e la Scafatese può giocare senza aver nulla da perdere. Della Femina ci prova da lontano ma la conclusione è alta, poi il neo entrato Cibele (fuori Del Grande) incorna di testa ma non centra la porta di Russo, quindi Maione approfitta di una grossa leggerezza del numero uno rossonero, che chiama la palla a Scognamiglio ma se la lascia sfuggire inopinatamente dalle mani, ed appoggia in rete senza difficoltà. Tuttavia i canarini non hanno neanche il tempo di studiare il piano di un pari miracoloso che Scarpa li punisce con un calcio franco maestoso dalla stessa posizione che aveva consentito a Vitale di trasformare. Fine dei giochi, anche se la Scafatese non vuole alzare bandiera bianca producendo una buona combinazione che porta al tiro Cibele (parata plastica di Russo). E’ quindi il momento dell’esordio stagionale di Antonio Sozio, il talentuoso esterno destro classe ’98 che è stata lo scorso anno una pedina della Berretti dell’Aversa Normanna che arrivava a disputare la finale di Salò col Novara (purtroppo soccombendo). L’ex granata prende il posto di Esposito, anche tatticamente, mentre Fragiello rileva Gargiulo. Poi più nulla da segnalare fino al tiraccio di Pasqualino Scognamiglio (subentrato ad Avino) che sollecita ancora i riflessi di Russo. Finisce così e i rossoneri possono festeggiare la vetta riconquistata, seppur per sole 24 ore. Luci ed ombre in una partita che, da un lato, ha confermato il cinismo della più forte e, con esso, la capacità dei singoli di poter indirizzare a piacimento la sfida col potere di una giocata estemporanea. Da un altro, la difficoltà a mostrarsi fuori dall’Italia autoritari e belli non solo a sprazzi ma per un tratto più prolungato di gara. Ma migliorare si può. Guai se non fosse così.

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