Non ce ne voglia la parte sana del tifo casertano e delle squadre campane in genere, ma l’episodio di domenica dell’assalto alla biglietteria ospitata nell’agenzia d’assicurazione della signora Balsamo di viale Nizza, non sorprende, né meraviglia. Non dovrebbe succedere. Ma succede. E’ inevitabile, specie quando le distanze sono ravvicinate, quando le individualità fanno ‘branco’, quando la cultura sportiva è correlata alle frustrazioni accumulate in settimana, quando i contesti sociali sono degradati e avari di valori. Non è razzismo, ma una constatazione della realtà, che riguarda pochi ma danneggia tutti. Al di là delle responsabilità del caso, quella di domenica è l’ennesima risposta a chi vorrebbe, e spera, per la città Sorrento un calcio-minore, che porterebbe in costiera valanghe di “prodotti delle nostre terre” (sic!), in gran parte civili (per carità!), ma anche tanti “diversamente educati”. Un calcio minore che siamo chiamati inesorabilmente a raggiungere, indipendentemente dai risultati del campo, senza un impianto di calcio adeguato al professionismo. Poi, però, non lamentiamoci. Meditate gente. Meditate.

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