SERVIZIO DI STEFANO SICA (FOTO DI ROSARIO CRISCUOLO)

Nella sua lunghissima carriera, c’è una pagina in particolare che ne ha fatto emergere carattere e spirito di gruppo. Era il 20 giugno del 2010 quando, al termine di una partita storica e ancora oggi ricordata con nostalgia dai romantici del pallone, il Pianura di Mimì Gargiulo stendeva il Carpi dell’allora Ds Cristiano Giuntoli per 8-2 ribaltando lo 0-5 dell’andata e qualificandosi alla finalissima play-off di D, in programma a Chieti, contro il Matera. Osservare Felice De Maio in panchina fu uno spettacolo nello spettacolo. Come un allenatore aggiunto, come una scarica di adrenalina in grado di rigenerare corpi e teste dei biancazzurri partenopei. De Maio era all’epoca il preparatore atletico del club dei fratelli Cafasso, ruolo che adesso ricoprirà al fianco di Maurizio Coppola a Sorrento. La sua esperienza è enciclopedica, con diversi campionati vinti e passaggi per Savoia, Sarnese, Ebolitana, Aversa Normanna e Puteolana, più un’esperienza nel calcio femminile con la Carpisa Napoli. Di allenatori ne ha conosciuti tanti, incrociandone le più svariate sfaccettature lavorative e caratteriali. Ed anche per questo, il Professore di Bagnoli è oggi una figura amata e rispettata nel mondo del calcio campano. La sua scelta è stata caldeggiata da Pasquale Ottobre, trovandone però il riscontro favorevole dello stesso Coppola. Insomma, un altro acquisto di lusso per il Sorrento in questo ribaltone tecnico che ha portato all’addio del duo Turi-Migliucci.

“Il gruppo oggi era rimaneggiato per via dei diversi infortuni di carattere muscolare e traumatico – le sue prime parole -. Non era quindi il caso di testare i presenti anche se lo faremo in seguito. Come ha detto il mister, bisogna principalmente lavorare sotto l’aspetto dell’autostima. Scherzando col direttore Ottobre, gli dicevo che sarebbe stato meglio risparmiare i soldi per il preparatore atletico visto che il problema, più che fisico o tattico, è inerente a quella miscela che dovrebbe far scoccare la scintilla che metta questa squadra in condizione di riappropriarsi di quello che sa fare. Tutti farebbero carte false per venire a Sorrento a fare l’allenatore, il secondo, il preparatore atletico, il direttore o il fisioterapista. Troveremo il modo per far sì che questa scintilla inneschi l’entusiasmo dei tifosi e di tutto l’ambiente. Bisogna ricreare una certa chimica che coinvolga i componenti della rosa, dello staff e della dirigenza. Io ho avuto la fortuna di essere chiamato da Pasquale Ottobre per il quale ho una stima infinita. E, conoscendo lui, mi rendo conto che qui ci sono tutte persone perbene. Perché, dove c’è lui, c’è sempre un ambiente sano. Faremo del nostro meglio per raggiungere gli obiettivi prefissati”.

Ad inaugurare la conferenza stampa di presentazione del tecnico Maurizio Coppola, era stato il presidente Giuseppe Cappiello. Poche parole per ribadire che l’obiettivo della società non cambia. E prevede la D immediata. “La scelta dell’allenatore è caduta su Maurizio Coppola per i suoi trascorsi vincenti e per la conoscenza approfondita che ha della categoria – il suo esordio -. Ha visionato anche le squadre avversarie ed è molto documentato. Colgo l’occasione per salutare e ringraziare Mario Turi. Al di là delle frasi di rito, gli auguro sinceramente di poter mostrare altrove tutto il suo lavoro. E lo ringrazio per quanto fatto qui. Siamo qua per ribadire quanto già detto da Giglio: non arretriamo rispetto a quella che è la volontà di raggiungere gli obiettivi iniziali, che sono quelli di vincere il campionato e andare in D. Le responsabilità vanno suddivise tra tutti, dirigenza compresa. Ma anche i calciatori da oggi sono chiamati a fare il salto di qualità e a dimostrare il loro valore. Ribadisco anche le scuse già fatte da Giglio ai tifosi: io sono un tifoso e conosco i sacrifici che fanno rinunciando la domenica ai loro affetti. Ma a loro chiedo adesso di fare quadrato: è un momento particolare e dobbiamo essere tutti uniti come lo siamo stati storicamente. Noi ci crediamo fermamente nell’obiettivo e dovremo ottenerlo. Nei due precedenti campionati di Eccellenza, ha vinto chi inseguiva. Oggi gli inseguitori siamo noi e speriamo sia di buon auspicio. Da oggi, infine, l’unico autorizzato a parlare sarà il Direttore Pasquale Ottobre. Dobbiamo fare in modo che l’unico riflettore per i calciatori sia il campo. Loro dovranno fare solo il proprio dovere portandoci i risultati attesi. Ora siamo indietro rispetto alle previsioni iniziali, ma sono convinto che ci siano ancora tutti i presupposti per vincere il campionato”.

 

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