SERVIZIO A CURA DI MAURIZIO LONGHI.   Ribaltare un 4-0? Una bagatella. In Campania c’è chi ha ribaltato addirittura un 5-0, ed è stato il Pianura allenato da Domenico Gargiulo, per gli amici Mimì. Era il 20 giugno 2010, i partenopei erano chiamati ad una impresa quasi impossibile, ancora più proibitiva di quella che attende il Sorrento. Erano ben cinque i gol da recuperare, diluviava sul “Simpatia”, il Carpi si presentava forte di un vantaggio piuttosto rassicurante. Ma successe l’imponderabile, subito un doppio vantaggio, il gol degli emiliani che poteva spezzare le gambe ma, tra mille colpì di scena, il Pianura vinse 8-2 approdando in finale. Il mattatore fu Tommaso Manzo, autore di un poker personale e di una prodezza balistica impressionante che, proprio ai titoli di coda, permise alla sua squadra di superare l’inimmaginabile. “Yes, we can”, fu lo slogan d’incoraggiamento che si rivelò profetico. Era il campionato di serie D, ci si giocava la C2, mentre tra Sorrento e Arzanese si gioca per evitare di finire in quarta serie.

Nel calcio può succedere che l’impossibile diventi possibile, anche se non sembra essere il caso del Sorrento e ne è consapevole anche l’esperto tecnico che, quest’anno, è stato alla guida della Puteolana 1909 ottenendo una preziosa salvezza nel campionato di Eccellenza: “Mi dispiace tantissimo per il Sorrento, quest’anno ho seguito molto l’Arzanese e, dopo il magro bottino racimolato nel girone d’andata, le speranza di mantenere la categoria erano ridotte al lumicino. Mentre, a gennaio, c’è stato un cambio di passo e, conquistati gli spareggi, i biancocelesti hanno messo una seria ipoteca sulla finale battendo il Sorrento 4-0. Sono amareggiato perché a farne le spese sarà comunque una squadra campana, e vedo davvero difficile la situazione dei rossoneri, quest’Arzanese sembra avere qualcosa in più anche sotto il profilo mentale, tutto sta funzionando a dovere a partire da un allenatore bravo ed emergente e una società seria e puntuale. Sono rammaricato per Gianni Simonelli che, a mio avviso, è uno dei tecnici più bravi della Campania e non ha nulla da invidiare a quelli che hanno avuto successo su scala nazionale”. Che la situazione del Sorrento sia quasi compromessa non è una novità, non si ravvisano le premesse per qualcosa di clamoroso ma con il tecnico, autore di un miracolo ancora più insperato, parliamo di come è avvenuta quella impresa: “Fu la partita dell’anno, si parlò di noi anche alla Domenica Sportiva. Preparammo la gara di ritorno con professionalità, ero così convinto che avremmo fatto bene che, insieme alla società, decidemmo di non andare neanche in ritiro. Convocammo i giocatori al ristorante alle 12 di quella domenica, la gara sarebbe iniziata alle 16. Venne a fare anche quel temporale ma non ci scoraggiammo, ai giocatori dissi quello che già gli avevo ripetuto negli allenamenti: dimostriamo di non essere quelli che ne hanno beccate cinque in una sola partita”. E, in effetti, lo dimostrarono eccome! Nonostante la pioggia torrenziale e un campo impraticabile, il team partenopeo fu feroce sin dalle prime battute, fu un alternarsi di emozioni da sfinimento, ci facciamo raccontare come andò quella partita: “Iniziammo benissimo, passammo in vantaggio di due gol, poi subimmo il 2-1 che ci poteva gelare il sangue. Ma l’espulsione di un loro giocatore che, già all’andata meritava il rosso, ci rinvigorì tant’è che riuscimmo a segnare un altro gol prima dell’intervallo. Tornammo furiosi dagli spogliatoi, fummo capaci di realizzare altre tre reti ma poi il 6-2 premiava il Carpi, con la forza della disperazione, tornammo ancora all’arrembaggio segnando il gol decisivo nei minuti di recupero”.

Ma come è stato possibile tutto questo contro un’avversaria che, solo quattro giorni prima, fu travolgente con un pokerissimo? “Si è parlato tanto di quella partita dicendo anche cose non vere, loro si presentarono tranquilli, sicuri di avere già la finale in tasca, ci sottovalutarono. Noi, dal canto nostro, sfoderammo una prestazione impeccabile. Ma, dirò di più, all’andata fu un risultato bugiardo, disputammo una prima mezzora ad alto livello dove non finalizzammo una serie di palle gol. Subimmo le prime due reti su palla inattiva, poi gli altri su ripartenze, ero sicuro che al ritorno sarebbe stata un’altra storia. Tornai a casa tranquillo e rilassato, convinto che i giochi fossero ancora aperti”. Il Pianura era stato costruito per vincere il campionato, ma la volata per il primato se la aggiudicò il Neapolis, ai play off bisognava fare la voce grossa quando, al “Cabassi” di Carpi, si consumò lo choc di una incredibile disfatta. Si pensava che il sogno di salire di categoria fosse sfumato, tornarsene a casa con cinque gol sul groppone deve essere stato umiliante come lo è stato per i giocatori del Sorrento dopo la gara dello “Ianniello”. Ci interessa sapere che aria tirasse nello spogliatoio dopo l’andata: “C’era rammarico, il primo ad essere amareggiato era il presidente. C’era tanta delusione, qualcuno era demoralizzato. Nessuno ci credeva più, anche qualche dirigente era scettico sulle possibilità di ribaltare la situazione, optammo per non andare in ritiro e, smorzando la tensione, la squadra scese in campo libera compiendo un vero e proprio miracolo sportivo”. Visto che la situazione del Sorrento è disperata, chiediamo a mister Gargiulo cosa farebbe se stesse nei panni di Simonelli, cosa direbbe ai giocatori, dove lavorerebbe di più perché possa crescere la consapevolezza di poter rimettere tutto in discussione: “L’unica ricetta è il campo, è lì che si decidono le partite. Il calcio è imprevedibile, gli episodi la fanno da padrone, chissà che anche nella gara di domenica, non ci possa essere una espulsione a rompere gli equilibri, magari il Sorrento chiude il primo tempo in vantaggio di due gol e, a quel punto, l’Arzanese potrebbe intimidirsi. Ma la vedo difficile, ad essere sincero, perché la squadra di Sasà Marra ha il morale a mille e non vedo come possa perdere lucidità. È come se fosse dotata di una marcia in più in questo momento, per me è la favorita per la salvezza. I giocatori del Sorrento dovrebbero scendere in campo liberi da qualsiasi pressione, con l’obiettivo di sbloccare subito la partita”.

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